Fiom – Cgil, nel mirino in Versilia e Lucchesìa i subappalti e i contratti “pirata”

LUCCA - Al termine del congresso provinciale, svoltosi nei giorni scorsi a Lucca, Mauro Rossi è stato confermato alla guida della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil. Alla sede Cgil di Lucca, Rossi ha voluto rendere noti gli obiettivi del sindacato a livello locale nei prossimi anni.

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Sul fronte sindacale l’allarme è quello dell’affermarsi di contratti “pirata” con il conseguente dumping salariale e sindacale, che si attua ad esempio anche nella cantieristica navale dove spesso vengono applicati i contratti del legno, della gomma e plastica.
Sono oltre 800 i contratti nazionali registrati al Cnel, una trentina quelli metalmeccanici. In Lucchesia dobbiamo registrare il caso di Conflavoro e dei “sindacati” Confsal, Fesica, Fisals. Conflavoro ha firmato un contratto a livello nazionale, anche nel settore
metalmeccanico, controfirmato da queste tre organizzazioni sindacali sconosciute e senza alcuna rappresentanza. Ad alcuni lavoratori è stato cambiato il contratto senza preavviso o addirittura l’hanno scoperto ricevendo la busta paga. Le condizioni salariali di questi accordi sono ovviamente peggiorative sia rispetto al contratto metalmeccanico che a quello dell’artigianato.
Crediamo che sia assolutamente necessaria una legge che regoli queste situazioni. Dobbiamo aprire vere e proprie vertenze e iniziative pubbliche, insieme alle altre categorie e alla Confederazione, ma anche verso le aziende in cui la Fiom Cgil è presente, per
diffidarle dal ricorrere alle prestazioni di chi utilizza tali contratti.
In questi anni di contrattazione, in alcune importanti aziende del territorio come Perini, Fosber, Paper Converting, siamo riusciti a far sì che, nella scelta dei fornitori e delle ditte in appalto, fossero applicati criteri di eticità e di qualità e che si pretendesse il rispetto delle
norme legislative e contrattuali.
Non accetteremo che si utilizzino questi tipi di contratto come cavalli di Troia che favoriscono solo il lavoro povero e poco tutelato. La necessità è riunificare il mondo del lavoro e ridurre al minimo il numero dei contratti: 4 o 5 sono più che sufficienti.

In Versilia, la nautica da diporto sta vivendo un momento di ripresa e i livelli produttivi e di occupazione sono tornati al livelli pre-crisi ma in questi anni sono peggiorate le condizioni lavorative, all’insegna della frantumazione fra appalti e subappalti, esternalizzazioni e
subforniture.
Nella più importante azienda del settore, Azimut Benetti, su mille lavoratori che ogni giorno varcano i cancelli del cantiere viareggino, solo 240 sono dipendenti diretti dei quali solo 20 sono addetti alla produzione e gli altri hanno mansioni amministrative, tecniche, commerciali.
Nei mesi scorsi abbiamo avuto un confronto col Distretto della nautica e con la Regione Toscana, coi quali abbiamo concordato sulla necessità di fare un quadro generale aggiornato della situazione, una “fotografia” dello stato dell’arte realizzata dal consorzio
Navigo. Questo report dovrebbe essere pronto a breve e siamo in attesa di una nuova convocazione del tavolo.
Oggi il presidente del Distretto nautico Vincenzo Poerio non ricopre più il ruolo di amministratore delegato di Azimut Benetti, ma ci auguriamo che continui a seguire questo percorso.
Il 10 ottobre prossimo ci sarà l’incontro coi neo amministratori delle due divisioni Azimut e Benetti, dove chiederemo notizie riguardo le intenzioni della proprietà.

 

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