Carlo del Prete, dal convegno la proposta di un museo per il grande aviatore

LUCCA - Novanta anni fa, in San Francesco e in Duomo, i funerali solenni dell'aviatore Carlo Del Prete, eroe italiano e lucchese, medaglia d'oro al valore aeronautico.

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Per ricordare la sua figura, che nel mondo è molto conosciuta, da noi forse non tanto quanto merita, proprio nella sala Guinigi del complesso di San Francesco è stato promosso un convegno. Del Prete morì a soli 31 anni a seguito delle gravi ferite riportate in un incidente nel 1928. Un mese prima aveva stabilito il primato mondiale di volo senza scalo, in coppia con Arturo Ferrarin, percorrendo su un idrovolante la distanza tra Roma e il Brasile, oltre 7mila chilometri, in 49 ore. Da allora la sua figura è rimasta leggendaria, non solo per le sue capacità ma anche per il suo carattere e la sua saldezza morale. Oltre al sindaco Tambellini, al convegno sono intervenuti tra gli altri Carlo Ferrarin, il figlio del compagno di volo di Del Prete, il colonnello Vittorio Lino Biondi, lo storico Paolo Bottari, Nicola Lattanzi, della scuola Imt. A ricordare più da vicino il grande aviatore è stata la nipote, Alessandra Zita.

Dal convegno è scaturita la proposta di realizzare un museo che possa raccogliere i tanti cimeli raccolti ancora oggi con cura dalla nipote, che si è detta pronta a coinvolgere le scuole, auspicando che le istituzioni tornino a a ripensare allo zio aviatore come ad una grande opportunità per la città.

 

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