Bolkestein, accordo fatto: 15 anni di proroga per i balneari

VERSILIA - L'accordo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio è arrivato nella notte: via libera alla proroga delle concessioni demaniali marittime. Non 20 o 25 anni ma, per adesso, 15 anni. Quanto basta per far tirare il tanto atteso sospiro di sollievo alle circa 500 imprese balneari versiliesi che altrimenti vedrebbero decadute e messe all'asta le concessioni al 31 dicembre 2020. Tra un anno.

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A darne notizia è stato il Ministro del Turismo Gian Marco Centinaio, dopo l’ultimo tiratissimo confronto interno alla maggioranza di governo. Gli stabilimenti saranno esclusi dunque dalla direttiva Bolkestein per i prossimi 15 anni. “Adesso il mio impegno” – ha dichiarato il Ministro leghista – è quello di proseguire il tavolo tecnico con le Associazioni di categoria per prevedere l’uscita totale dalla Bolkestein.”

La proroga – richiesta da anni – sarà inserita in queste ore come un emendamento alla legge di stabilità, che oltre all’ok di Lega e M5S, potrà contare anche sull’appoggio di Pd, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che aveva presentato un emendamento analogo. Adesso manca solo il voto in Commissione, come conferma il Senatore azzurro Massimo Mallegni.

Si va verso il tanto auspicato “doppio binario”, separando le concessioni esistenti da quelle ancora da assegnare.

 

Commenti

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  1. Nicola Lubrano Lavadera


    Va bene per le spiagge ma le concessioni demaniali porti turistici a che punto sono? Anche queste scadranno il 31 dicembre 2020.


  2. La previsione di questa ennesima e ingiustificata proroga è incommentabile.
    Non basta la procedura di infrazione europea che ci ha interessato nell’ultimo decennio, così come non basta la sentenza della CGUE del luglio 2016 dove si dice a chiare lettere che qualunque meccanismo di rinnovo automatico delle concessioni demaniali esistenti è ILLEGITTIMO perché falsa la concorrenza tra operatori e che, dunque, è solo un disegno di fantadiritto ipotizzare che sia possibile portare fuori dalla Bolkenstein le concessioni balneari.
    Siamo l’unico Paese europeo ad aver permesso la pressoché totale cementizzazione delle spiagge con strutture inamovibili e monopoli familiari intoccabili. Basta fare un giro sulle spiagge portoghesi, greche, croate, francesi e spagnole per capirlo. In Francia, le strutture ammissibili sono solo quelle amovibili e in inverno devono essere interamente rimosse. In Spagna, le concessioni per strutture inamovibili sull’arenile non sono MAI assentite ed è permessa la sola infrastrutturazione (lì con concessioni ultradecennali) della porzione demaniale retrostante le spiagge.
    Ed evito qualunque riferimento all’indecenza del calcolo dei canoni su base fissa con riferimento alla superficie in luogo di un collegamento con l’effettivamente riscosso dai gestori: gli introiti annuali percepiti dallo Stato per le concessioni balneari demaniali con finalità turistico-ricreative sono IRRISORI e indegni di un Paese civile. Quando ci sono gli introiti, considerando che i dati dell’Agenzia del demanio dimostrano uno scarto tra accertato e riscosso che farebbe impallidire qualunque imprenditore privato fosse al posto del nostro Stato.
    C’è da festeggiare per questa situazione?
    Io non credo proprio.


    • e poi, se non sbaglio, i costi per la rimozione del Lavarone o quantomeno per lo smaltimento dello stesso sono a carico della comunità e non dei concessionari. Spero di aver letto male…..

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