Cessione Lucchese, a un passo dal baratro

CALCIO SERIE C - La nuova proprieta' non offre alcuna garanzia. Tifosi arrabbiati per la vendita alla cordata romana. L'allarme della Aic. Dindaco di Lucca Tambellini: "Chiarezza o revoca dello stadio". Lucca United:"Utilizzo marchio As Lucchese Libertas illegittimo fin da giugno"

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Chi ha comprato la Lucchese, o meglio i debiti da oltre un milione con fornitori e agenzia delle entrate, non vanta certo un bel curriculum. Cronaca di una storia gia’ vista. Personaggi che di lavoro prendono societa’ di calcio e le accompagnano fino all’orlo del precipizio. Non prima – di solito – di essersi preparati la strada per una lauta buonuscita. Tutto lecito, tutto alla luce del sole con buona pace di citta’ e tifosi. Roba mai vista che addirittura i signori Ceniccola, Ottaviani e Castelli non abbiano avuto il coraggio di spiegare chi siano gli imprenditori italiani e stranieri cosi’ vogliosi di fare calcio a Lucca. Piu’ che a loro comunque, le cui storie ed esperienze nel mondo del calcio erano state ampiamente anticipate quantomeno dal collega Fabrizio Vincenti di GazzettaLucchese.it , i tifosi e le istituzioni dovrebbero chiedere conto a chi la Lucchese l’ha venduta. Il plenipotenziario di fatto Arnaldo Moriconi ha imposto darla a questi signori ben cosciente – essendo stato avvisato per tempo – della fine che fara’ fare all’amata pantera. Scelta consapevole della quale dovra’ rendere conto ai Lucchesi vita natural durante. Sulla vicenda è intervenuto addirittura il vicepresidente dell’AiC Umberto Calcagno: “”Siamo disarmati quando un proprietario vuol cedere le sue quote non abbiamo modo per impedirlo – ha detto l’avvocato proprio a gazzettalucchese -: l’unica possibilità sta proprio nella serietà di chi vende affinché impedisca che la società cada in mani sbagliate”.

Questo il comunicato di Lucca United:

In ragione della situazione che si è sviluppata nell’ambito societario della A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl e della quale siamo venuti a conoscenza nella giornata di ieri, con la presente si comunica che, nella stessa giornata di ieri ed a mezzo posta elettronica certificata, Lucca United ha proceduto ad inviare alla società A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl una ulteriore lettera di sollecito al fine di regolarizzare l’uso del marchio della squadra di calcio rossonera.
Il contratto di licenza d’uso avente ad oggetto il marchio costituito dall’espressione letterale “Associazione Sportiva Lucchese Libertas – anno di fondazione 1905” e dal segno figurativo della “pantera su sfondo rosso nero” stipulato nell’anno 2013 tra la società rossonera e Lucca United è infatti scaduto in data 24/06/2018 e pertanto, da quella data, l’utilizzo di detto marchio è di fatto illegittimo.
Il rinnovo del contratto era già stato proposto ed intimato a mezzo posta elettronica in data 24/07/2018 ed in data 18/09/2018, oltre che altre innumerevoli volte sia direttamente che telefonicamente ai rappresentanti della società rossonera, tuttavia ogni richiesta di regolarizzazione dell’uso del marchio è sempre caduta nel vuoto.
Vista la situazione in essere e con particolare riferimento a quanto emerso nella giornata di ieri, comunichiamo altresì che ci riserviamo di intraprendere ogni e qualsiasi azione che riterremo legittima ed opportuna per tutelare lo storico marchio della squadra di calcio della nostra città, compreso eventuali spiacevoli azioni giudiziarie inibitorie.       

Commenti

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  1. Scusate,ma in alternativa chi c’è di meglio? Nessuno ed i grandi potentati lucchesi ?Ogni popolo ha ciò che si merita….

    • Gisberto Granucci


      Miracolo. Si è svegliata anche Lucca United. Personalmente il marchio se lo possono tenere e se nessuno vuole la Lucchese perché non lo trovano loro un acquirente?


  2. Ma i 12 punti di penalità sono colpe della nuova dirigenza? e allora ? chiunque abbia acquistato le quote della Lucchese è sempre meglio di chi l’ha portata a partire con 12 punti di penalità ! e poi il sindaco di Lucca ?farebbe bene a interessarsi alla organizzazione delle strutture urbane e sociali della Città, invece di dire cazzate:Cordialità

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