Usavano un bambino di 10 anni per spacciare: in manette 17 magrebini

VIAREGGIO - Iniziavano a spacciare la mattina alle 10, in mezzo alla gente, come niente fosse: in piazza D'Azeglio, all'uscita dalle scuole, nelle pinete di Ponente e di Levante. Spesso si servivano di un bambino di dieci anni, figlio di amici di famiglia, per passare più inosservati.

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Diciassette persone di origine magrebina sono state arrestate all’esito della maxi operazione Souk 2018, condotta dalla squadra mobile di Lucca insieme al commissariato di Viareggio e al servizio centrale operativo. Si tratta di soggetti molto pericolosi – così li ha definiti il commissario Silvia Cascino – che in alcuni casi giravano anche armati. Una rete di spaccio pianificata nel dettaglio con alternanza di turni, per un giro di affari di 40 clienti giornalieri, molti dei quali minorenni. Fuori da scuola l’hashish è stata venduta addirittura ad un tredicenne. Le indagini, coordinate della Procura della Repubblica di Lucca, sono state avviate a settembre e ad oggi sono stati complessivamente effettuati 57 arresti ritardati – ovvero eseguiti solo oggi e non prima per permettere il miglior svolgimento delle indagini – nei confronti di 25 indagati. Uno strumento nuovo che ha consentito alla polizia, utilizzando agenti sotto copertura che si fingevano acquirenti, di svolgere le indagini senza insospettire gli spacciatori.

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