E’ morta ad Arezzo Maria Luigia Redoli, la “Circe della Versilia”

VIAREGGIO - E' morta ieri mattina all'ospedale di Arezzo, all'età di 80 anni, Maria Luigia Redoli. Per tutti era la "Circe della Versilia", appellativo derivato dalla sua passione per la magia nera e l'occulto.

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La donna aveva scontato 24 anni di carcere per aver ucciso il marito Luciano Iacopi nel luglio del 1989 nella sua villa di Forte dei Marmi. Secondo la sentenza, fu lei il mandante dell’omicidio e l’amante Carlo Cappelletti, ex carabiniere a cavallo, l’esecutore.

Iacopi venne ucciso con 17 coltellate dentro il garage di casa. Un piano studiato, fu stabilito dai giudici, per incassare l’eredità del marito, ricco agente immobiliare, proprietario di case e fondi.

In primo grado a Lucca i due amanti vennero assolti, ma l’appello ribaltò la sentenza con l’ergastolo per entrambi, poi confermato dalla Cassazione. L’arresto definitivo nel settembre 1991. Maria Luigia Redoli si è sempre detta innocente. Ad avvertire le forze dell’ordine di quanto successo nel garage di casa, fu proprio lei, che all’epoca aveva 50 anni, quando rientrò in casa con i figli Tamara e Diego.

Da tempo ammalata per una patologia renale, le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate una settimana fa, il 9 gennaio, quando è stata ricoverata nel reparto di Nefrologia, all’ospedale San Donato.

La donna fu scarcerata il 31 marzo 2015 e prima, in regime di semilibertà, aveva svolto anche servizio di volontariato fuori dal carcere di Opera, a Milano, dove ha scontato la pena. Recentemente si era trasferita ad Arezzo, probabilmente a seguito di un peggioramento delle sue condizioni fisiche, nella Toscana dei suoi due figli.

 

 

 

 

 

 

 

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