Quando la Valle del Serchio divenne laboratorio della sismologia mondiale

VALLE DEL SERCHIO - Era proprio in questi giorni, esattamente il 23 gennaio del 1985, ben 34 anni fa, che la Valle del Serchio viveva un momento in parte terribile e drammatico ed in parte epocale ed importantissimo per la storia della protezione civile italiana e per la prevenzione sismica a livello mondiale.

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A ricordarcelo nei giorni scorsi sui social il giornalista lucchese Paolo Mandoli. Tutto ebbe inizio in un grigio mattino di quel mercoledì 23 gennaio quando si verificò una scossa di magnitudo stimata 4.2. Nessuno si sarebbe aspettato che da lì a poco ore lo spavento del terremoto si sarebbe trasformato in una specie di incubo. Alle ore 20,15 ai TG nazionali serali viene letto un comunicato  dove si avverte della possibilità, entro due giorni, di una forte scossa di terremoto in Valle del Serchio. La Valle del Serchio si ritrovò d’improvviso catapultata in quello che sembrava appunto l’inizio di un incubo (foto da “La nostra Storia” di Paolo Marzi)  ed iniziò una mobilitazione generale, per abbandonare i centri storici e le case più a rischio che non ha avuto mai eguali nella storia legata ai terremoti. Si mobilitò l’esercito e tutte le istituzioni, furono inviati convogli ferroviari speciali per accogliere la gente, furono avviati i primi soccorsi, anche se preventivi, alla popolazione. Durò, il tutto, appunto due giorni. Encomiabile e storica fu la riposta della popolazione. La reazione fu incredibilmente controllata; ci fu una prova di grande civiltà nell’affrontare sia l’evacuazione che i disagi che seguirono. Con la gente sfollata accampata alla meno peggio nelle case di amici o parenti, nelle auto, in roulotte, o nei bus e nelle carrozze ferroviarie messe a disposizione. Quell’allarme sismico fu anche il primo e l’unico nella storia mondiale, tanto che in Valle del Serchio arrivò addirittura la televisione giapponese, meravigliata del fatto. Quell’evento oggi che cosa ci lascia oltre alla storia? Sicuramente è servito a far nascere nella coscienza nazionale ed anche locale una migliore e maggiore cultura della prevenzione sismica, dando il via alla nascita di un organismo nazionale di Protezione Civile, ed avviando, un meccanismo virtuoso di prevenzione sismica; un progressivo intervento di messa in sicurezza di tanti edifici pubblici ed anche privati che partì proprio dopo l’allarme del 1985.

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