Aumentano i cacciatori che fanno scoprire i bracconieri

TOSCANA - Grazie alle segnalazioni dei cacciatori che frequentano le zone umide e alle preoccupazioni dei cittadini le guardie giurate del WWF hanno effettuato 170 servizi contro il bracconaggio nelle bostre zone umide, una pratica invisa non solo agli ambientalisti ma anche alle associazioni venatorie.

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L’attività di controllo a tutela delle specie migratrici ha interessato Padule di Bientina, Lago di Massaciuccoli, Padule di Porcari, Lago di Sibolla, Padule di Fucecchio, Laghi di Quarrata e aree umide della Piana Fiorentina. Importante il coordinamento e la collaborazione dei Carabinieri Forestali e delle polizie Provinciali: 13 le persone deferite all’Autorità Giudiziaria per vari reati riguardanti il bracconaggio verso specie non cacciabili, protette e particolarmente protette. I casi più particolari hanno visto la detenzione di specie appartenenti a pettirosso, pispola e cinciarella, l’uso di richiami acustici elettronici e di reti di di cattura. Le attività di controllo hanno portato al sequestro di 30 metri di rete da uccellagione, oltre settanta richiami vivi, otto esemplari di fauna morta, cinque richiami elettronici, una trappola non consentita. Il WWf ha spiegato in una nota che sono in netto aumento le segnalazioni su bracconaggio, in particolare da parte di cacciatori più attenti alle regole che chiedono di verificare la caccia verso specie protette, uso di richiami elettronici e spari fuori orario. Le Guardiesono state inoltre coinvolte anche nella verifica e ricerca di bocconi avvelenati, lacci e trappole. L’intera attività, compresa la collaborazione di molti volontari, è stata svolta per dare seguito al programma previsto da Piano Nazionale Antibracconaggio predisposto dalla conferenza Stato Regioni.

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