Cipollini, nuovo rinvio a giudizio; stavolta per calunnia nei confronti di Fanini

LUCCA - Non c'è pace per l'ex campione del mondo di ciclismo Mario Cipollini. Per lui è arrivato il terzo rinvio a giudizio nel giro di poche settimane.

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Dopo il processo per lesioni e minacce nei confronti della sorella Tiziana e quello per stalking e maltrattamenti nei confronti della ex moglie Sabrina Landucci, Cipollini dovrà affrontare un terzo dibattimento, questa volta davanti al tribunale di Verona. L’accusa è di calunnia nei confronti di Ivano Fanini, che fu il primo ad intuire le potenzialità di Re Leone.

La vicenda ha inizio parecchi anni fa, per quello che sarebbe stato il mancato rispetto di un contratto che Cipollini aveva stipulato con il patron di “Amore & Vita”. Nel 2009 il Tribunale di Lucca aveva dato ragione a Fanini stabilendo che Cipollini doveva versargli circa 50mila euro. La questione ha provocato una lunga disputa tra i due e alla fine il ciclista ha presentato un esposto alla Procura di Verona accusando Fanini di atteggiamenti estorsivi.

Le indagini però hanno dimostrato l’insussistenza delle accuse nei confronti di Fanini, che sono state archiviate. Fanini a quel punto è passato al contrattacco, presentando denuncia per calunnia nei confronti di Cipollini.

Ed il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Verona ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex ciclista. Il processo prenderà il via il prossimo 23 maggio al tribunale di Verona.

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