Avvicinare i giovani alla poesia: Franco Buffoni chiude il Festival Shelley

VIAREGGIO - Immergersi nella poesia romantica, come antidoto ai veloci tempi attuali del tutto e subito. Cercare di penetrare questa modernità, attraverso lo sguardo genuino dell’immaginazione.

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Guarda a questo obiettivo anche il secondo Festival Shelley che ha visto protagonista a Villa Paolina il poeta, traduttore e accademico Franco Buffoni. Al centro del dibattito che chiude la rassegna la ‘modernità e poetica del frammento’ che caratterizza la figura di Shelley, uno dei poeti più influenti della seconda generazione romantica inglese, insieme a Byron e Keats. Il frammento come tempo interiore, ricerca di sé e del mondo, tensione verso un traguardo irraggiungibile. Una proposta originale che cerca di coinvolgere i giovani ben oltre lo studio sui libri. Una chiave di lettura all’inappagabile, e spesso insensato, tempo attuale.

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