Sant’Anna, 75 anni dopo: una giustizia incompiuta

STAZZEMA - Memoria e pace sono state la parole d'ordine in questo 75esimo, partecipatissimo anniversario dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema. Ma anche giustizia. Quella giustizia che la storia non ha del tutto compiuto, come sottolineato negli interventi istituzionali al Monumento Ossario delle 560 vittime, sostenuti dagli applausi della folla sotto il sole.

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Nessuno ha pagato per la strage nazifascista, per quella barbara rappresaglia che la mattina del 12 agosto del ’44 strappò alla vita 130 bambini, come la piccolissima Anna Pardini di appena 20 giorni, e tante, tante donne e anziani indifesi.

Il Tribunale militare di La Spezia nel 2005, dopo un’indagine scaturita dalla scoperta nel 1994 a Roma del cosiddetto “Armadio della vergogna”, ha condannato 10 ex militari nazisti all’ergastolo, confermate in terzo grado nel 2007. Ma le pene non sono mai state eseguite. I mandati di cattura europei sono stati ignorati o respinti al mittente, né hanno avuto successo le istanze volte a far scontare le condanne in Germania. Nel frattempo i 10 ergastolani, che non hanno mai fatto un giorno di carcere o di arresti domiciliari, sono tutti morti.

Ed è mistero sull’ultimo gerarca nazista in vita, Gerard Sommer, classe 1921. Nel 2015 fu archiviato dai giudici di Amburgo perché incapace di intendere e di volere. Alcune fonti lo indicano ancora per vivo in una casa per anziani, affetto da demenza senile, ma alla procura militare di Roma risulta in realtà deceduto il 22 febbraio 2017.

Complessivamente sono 60 gli ex criminali di guerra nazisti condannati all’ergastolo in Italia rimasti impuniti. Di questi, solo tre oggi sarebbero ancora vivi.

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