Firenze - Non solo armatori e lavoratori in mare sono stati danneggiati dal fermo pesca aggiuntivo di novembre. A risentirne sono state anche tutte le strutture a terra, come i mercati ittici.
Ci potrebbe essere l’intervento diretto con fondi regionali per attivare misure di sostegno alle imprese a terra legate alla filiera della pesca e danneggiate, al pari dei pescherecci, dal mese aggiuntivo di fermo pesca di novembre.
E’ quanto emerso dall’incontro avuto a Firenze tra i rappresentanti di categoria e il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika.
A renderlo noto è il presidente di Fedagripesca Toscana Andrea Bartoli. Ad essere state danneggiate dal provvedimento scattato a novembre non sono state soltanto le imprese impiegate in mare e gli armatori, ma anche tutte le strutture a terra, come mercati ittici di proprietà o in gestione diretta delle imprese della pesca, come quello di Viareggio.
Strutture verso le quali non possono essere utilizzati i fondi comunitari, come invece verso armatori e lavoratori in mare ma nei confronti delle quali in altre regioni come ad esempio il Lazio, sono stati individuati strumenti utili a sostenere l’attività in momenti di crisi.
Richieste verso le quali, ha affermato Bartoli, il sottosegretario Dika ha espresso disponibilità ed attenzione.
