BRUXELLES - Al centro delle richieste degli agricoltori una revisione delle politiche agricole: lo stop al taglio delle risorse destinate alle imprese agricole europee e il no all'accordo di libero scambio con il Mercosur, che porterebbe, secondo Coldiretti, ad un boom di importazione di prodotti che non rispetterebbero gli standard interni all'UE.

Si infiamma a Bruxelles la protesta degli agricoltori contro l’Unione Europea, a cui hanno preso parte anche quelli di Coldiretti delle Province di Lucca e di Massa Carrara. Migliaia i manifestanti, oltre a circa un migliaio di trattori, che hanno sfilato in corteo nella capitale belga chiedendo un cambio di rotta nelle politiche agricole, fino ad arrivare davanti agli edifici delle istituzioni europee, dove sono poi scoppiati gli scontri con la polizia.
Al centro delle richieste dei manifestanti, spiega Coldiretti in una nota, il no al Fondo Unico Agricolo, che riunirebbe diversi strumenti di sostegno portando ad un taglio delle risorse destinate all’agricoltura, pari a 9 miliardi di euro in meno per le imprese agricole italiane, che significano tra i 40 e i 45 milioni in meno all’anno per le 35mila imprese agricole toscane. L’altro nodo della protesta è lo stop all’accordo di libero scambio con il Mercosur, il mercato comune di quattro Stati sudamericani (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), che porterebbe, secondo Coldiretti, ad un’esplosione delle importazioni di generi alimentari da Paesi che non rispettano gli stessi standard su utilizzo dei pesticidi, tutela dell’ambiente e dei lavoratori a cui devono sottostare gli agricoltori europei.
