Cantiere centrosinistra: è scontro sui requisiti dei candidati

Cantiere centrosinistra: è scontro sui requisiti dei candidati

Leonardo Monselesan

di Leonardo Monselesan

VIAREGGIO - Il campo largo viareggino non è riuscito a stilare il regolamento per le primarie di coalizione e si aggiornerà nel giro di pochi giorni. Due i nodi su cui si è bloccato il confronto: la non candidabilità di più persone dello stesso partito, anche se proposte da un'altra lista, e la non candidabilità di soggetti storicamente esterni all'area politica del cantiere.

È  ancora caos tra le fila del cantiere del centrosinistra viareggino, con la riunione di giovedì 29 gennaio, incentrata sulle linee guida per le primarie di coalizione, che si è conclusa con un momentaneo nulla di fatto. Nonostante qualche timido passo in avanti, il dibattito si è nuovamente arenato sui requisiti dei soggetti candidabili, con il cantiere che si dovrebbe aggiornare, cercando di arrivare ad un regolamento definitivo, mercoledì 4 febbraio. Due i nodi principali emersi nella discussione. Il primo riguarda la proposta del PD di rendere incandidabili più soggetti che nell’ultimo anno hanno militato nello stesso partito anche nel caso in cui venissero presentati da un’altra lista. Questione che guarda prevalentemente alla proposta ufficiosa di Spazio Progressista di candidare Stefano Baccelli, iscritto al PD, che invece continua a sostenere il nome di Federica Maineri.

L’altro terreno di scontro riguarda la candidabilità di elementi che non appartengono storicamente all’area politica del cantiere del centrosinistra, sostenuta prevalentemente dall’Alleanza Verdi e Sinistra. In questo caso il riferimento è agli ex assessori della giunta Del Ghingaro, verso i quali ci sarebbe però stata una tiepida apertura di alcuni partiti, e in particolare a Federico Pierucci, che dovrebbe essere il candidato di Casa Riformista, in cui confluiscono Italia Viva e la lista civica Fare Viareggio.

Vi sono poi Spazio Progressista e il Movimento 5 Stelle, che hanno invece espresso il proprio malcontento per qualsiasi sorta di paletto da imporre sui candidati di ciascuna lista, a patto che abbraccino le linee politiche di indirizzo adottate all’unanimità dal cantiere.