LUCCA - E' un sopravvissuto alla strage di Capaci, nella quale morirono il giudice Falcone, la moglie e tre agenti di polizia. Angelo Corbo, il più giovane della scorta, sopravvisse alla tremenda esplosione. Da allora la sua missione è quella di testimoniare quei momenti, raccontare la vita di chi ha visto la morte in faccia.
E soprattutto evidenziare i paradossi, le omissioni e le dimenticanze che aleggiano attorno alla stagione delle stragi in Italia.
Tutto questo lo troviamo nel libro che Corbo sta presentando in tutta Italia e che ha fatto tappa anche a Lucca, grazie alla Cna, che ha promosso un incontro a palazzo Ducale. Di punti ancora da chiarire secondo Corbo ce ne sono molti. Chi erano i poliziotti che sequestrarono ad un fotografo i primi scatti sul luogo dell’esplosione senza poi consegnarli agli investigatori. Chi erano quelle persone che parteciparono all’organizzazione della strage e non facevano parte della mafia, come riportato da alcuni collaboratori di giustizia ?
La Cna Lucca ha fortemente voluto questo appuntamento, ribadendo come il dibattito sulla legalità non debba essere confinato esclusivamente all’ambito politico, ma debba diventare un pilastro fondamentale dell’agire imprenditoriale.
