LUCCA - L’intervento è reso particolarmente complesso dalla struttura dell’abitazione, interamente in legno e coibentata con cappotto termico. Una delle ipotesi sul rogo è quella di un tizzone ardente sfuggito dal caminetto, ma le cause saranno chiarite solo quando, a incendio completamente domato, sarà possibile effettuare i rilievi e le indagini.
Poco dopo le 4 di pomeriggio di mercoledì 28 gennaio sono scattare le prime ventiquattr’ore di lavoro incessante dei vigili del fuoco nel tentativo di spegnere l’incendio di una casa di via della Chiesa I ad Arliano, subito sotto l’antica pieve di San Giovanni. Con le operazioni destinate a durare ancora a lungo. L’intervento è reso particolarmente complesso dalla struttura dell’abitazione, interamente in legno e coibentata con cappotto termico: il materiale brucia lentamente e mantiene temperature altissime, che martedì sera hanno superato i 500 gradi. Il calore ha pesantemente danneggiato anche il vicino studio tecnico del proprietario: pur senza essere toccato direttamente dalle fiamme, tutti gli elementi in plastica si sono sciolti.
Già dopo la prima notte i vigili del fuoco avevano riversato sulla casa l’acqua di 16 autobotti, rifornite a ciclo continuo nella zona dell’ex scuola elementare di Maggiano, con l’obiettivo di mettere in sicurezza la struttura e continuare ad abbassarne la temperatura. La villetta, due piani da circa 60 metri quadri ciascuno, è ormai praticamente distrutta, ma per fortuna i due residenti, padre e figlio, sono illesi. Una delle ipotesi sul rogo è quella di un tizzone ardente sfuggito dal caminetto, ma le cause saranno chiarite solo quando, a incendio completamente domato, sarà possibile effettuare i rilievi e le indagini.
