LUCCA - La statua di Maria Luisa di Borbone è stata liberata dai teloni e restituita alla città di Lucca, ripulita dalla patina nera. Un intervento, quello finanziato dalla concessionaria Lucar e realizzato dal restauratore Paolo Cecchettini, che ridà centralità a un monumento simbolo della città
La statua di Maria Luisa di Borbone arrivò in piazza, nel centro di Lucca, con vent’anni di ritardo rispetto a quanto previsto nel contratto, e per di più incompleta, tanto da scatenare una causa legale del Comune contro lo scultore, Lorenzo Bartolini. Rispetto al 1843, stavolta è andata bene: sono bastati pochi mesi sotto i teloni protettivi per un restauro a regola d’arte, che ha liberato la duchessa dalla patina nera.
Il 31 gennaio la donna che fu sovrana di Lucca dopo il Congresso di Vienna e che fece costruire l’acquedotto del Nottolini, è stata liberata anche dalle impalcature ed è tornata a puntare il suo sguardo deciso verso Palazzo Ducale. Quando fu inaugurata, la statua fece scandalo, la figura allegorica accanto a Maria Luisa, un giovane che rappresenta il “genio”, fu considerata troppo audace per i costumi dell’epoca. Oggi, ripulita grazie all’intervento dell’esperto restauratore lapideo Paolo Cecchettini è tornata ad essere il fulcro di piazza Napoleone, grazie anche alle nuove sedute in marmo, piazzate dal Comune nell’aprile del 2025.
“Restituiamo alla città un monumento iconico”, ha detto l’assessora al Decoro urbano del Comune di Lucca Paola Granucci, che ha ringraziato anche la concessionaria Lucar, che ha completamente finanziato il progetto, in occasione dei suoi cinquant’anni di attività. “Un esempio virtuoso – ha detto – di intervento dei privati nella tutela dell’arte e dei monumenti cittadini”. Era presente alla cerimonia anche il titolare della Lucar Michele Serafini.
