Giorno del Ricordo a Lucca, il sindaco: “No a negazionismo e riduzionismo delle foibe”

Giorno del Ricordo a Lucca, il sindaco: “No a negazionismo e riduzionismo delle foibe”

Redazione

di Redazione

LUCCA - Con una cerimonia davanti al Real Collegio, che fu punto di raccolta di oltre 1.200 esuli dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, e con un incontro con gli studenti lucchesi, si è celebrata la giornata che ricorda le vittime delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata

Autorità civili e militari, cittadini e studenti hanno preso parte a Lucca alla cerimonia del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia dopo la Seconda guerra mondiale. La commemorazione – con l’apposizione di una corona d’alloro – si è tenuta di fronte al Real Collegio; un luogo simbolo di quella vicenda storica, perché dal 1947 al 1956 fu proprio un Centro di Raccolta degli esuli giuliano-dalmati (a Lucca ne arrivarono 1.200).

Dopo la cerimonia, la mattinata è proseguita con una lezione dello storico Matteo Giurco agli studenti delle scuole lucchesi sul tema del “Confine conteso”, con al centro le vicende dell’Adriatico orientale tra Ottocento e Novecento. Giurco, nativo di Trieste e nipote di esuli istriani da Pirano, è dottore di ricerca in Storia Contemporanea, collaboratore della prestigiosa rivista “Limes – Rivista italiana di geopolitica”. A corredo dell’approfondimento storico, sono inoltre intervenuti il professor Paolo Battistini dell’ISI Pertini e Sergio Maraschin, membro dell’ANVGD – Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Lucca, che hanno portato la loro testimonianza di figli di esuli.

Il Giorno del ricordo è stato istituito nel 2004, ai tempi del governo Berlusconi II e in questi anni ha portato un maggior grado di consapevolezza nell’opinione pubblica sulla tragedia delle foibe e dell’esodo. Ma resta una data in cui non mancano mai polemiche politiche e distinguo, come ha sottolineato il sindaco di Lucca, Mario Pardini.