LUCCA - Il caso, segnalato da mesi ad Antraccoli e ora anche a Santa Margherita, si arricchisce di un nuovo elemento. Dai documenti dei Vigili del Fuoco emerge che nell’agosto 2025, a Picciorana, si è verificata una fuoriuscita accidentale di sostanze odorizzanti. Resta da chiarire se esista un collegamento tra i due eventi: attesi a breve i referti di Arpat, mentre sono in corso accertamenti della Polizia municipale
L’allarme dell’acqua che puzza di metano si allarga anche a Santa Margherita. Una famiglia ha lamentato lo stesso problema denunciato da mesi ad Antraccoli. Intanto emerge un elemento nuovo su quella che finora era considerata solo una voce: una fuga di sostanze odorizzanti avvenuta ad agosto, a poche centinaia di metri dalla zona interessata oggi dal problema.
Dai documenti dei Vigili del Fuoco, ottenuti con accesso agli atti dal consigliere comunale di opposizione Gabriele Olivati, risulta che quella fuga c’è stata. Resta ovviamente da chiarire, e soprattutto da dimostrare, se esista un collegamento con quanto sta accadendo da fine novembre all’acqua.
Ma vediamo cosa emerge dalle carte. Il 12 agosto 2025 i Vigili del Fuoco intervengono in via dell’Isola, a Picciorana, su richiesta dei Carabinieri. Sono da poco passate le 14 e stanno arrivando segnalazioni in continuazione: molti cittadini telefonano perché sentono odore di gas e temono una fuga di metano nella loro abitazione. I vigili fanno una ispezione sommaria della zona e arrivano alla vicina cabina del metano di via di Pulecino 243, dove operai stanno eseguendo lavori di manutenzione sulla condotta interrata. Si scopre che l’odore avvertito nella zona era riconducibile a liquido presente nella condotta impregnato di odorizzante del metano che fuoriusciva dalla condotta stessa.
Poco prima delle 17, i Vigili del Fuoco sono di nuovo in zona, per altre segnalazioni. E arrivano di nuovo alle 21, chiamati da cittadini allarmati per l’odore di gas. In quel caso il tecnico della Gesam riferisce che nei giorni precedenti sono stati effettuati dei lavori alle tubazioni del gas all’interno della centrale, che erroneamente si è avuto uno sversamento di odorizzante, e che l’odore che si sente è dovuto allo sversamento dei giorni precedenti.
Il giorno dopo, il 13 agosto, le segnalazioni proseguono. I vigili accorrono in via per Corte Sandori. L’odore di metano è molto potente in zona, ma gli strumenti non rilevano niente. La squadra raggiunge la cabina RE.MI. di Picciorana. Sul posto trova il direttore tecnico di Gesam Rete Spa. Con la collaborazione di una squadra di tecnici sta effettuando la sostituzione della valvola di media pressione. Il direttore dichiara che l’odore di gas percepito nell’ambiente circostante è dovuto esclusivamente alla sostanza odorizzante, rilasciata in atmosfera durante la sostituzione della valvola ed esclude in modo assoluto la fuoriuscita in atmosfera di metano.
Nei giorni seguenti, la popolazione continua a chiamare il numero di emergenza, temendo di avere a che fare con una fuga di gas. Il 14 agosto alle 9 del mattino i vigili sono di nuovo in zona per verificare che non ci siano pericoli di scoppio. Ma, ancora una volta, mettono a verbale una accidentale fuoriuscita di odorizzante che ha permeato l’aria per giorni. Trovano gli operai di Gesam al lavoro all’interno della zona recintata con la cabina di decompressione, intenti a cambiare una valvola di grandi dimensioni del metanodotto in assenza di gas. Ancora dieci giorni dopo, il 22 agosto, i vigili sono costretti a correre in via di Pulecino per controlli legati al forte odore di gas. Ma la risposta è sempre la stessa.
Ad agosto, quindi, i fatti vengono derubricati come “falso allarme”. Metano in giro, infatti, non ce n’è. Solo odorizzante.
Tre mesi dopo, il 18 novembre, iniziano però le segnalazioni ad Antraccoli: questa volta è l’acqua dei pozzi a emanare un forte odore di metano, quando esce dai rubinetti delle case. Poco prima di Natale, analisi private confermano la presenza in alcuni pozzi di mercaptani, gli odorizzanti del metano.
A fare maggiore luce sulla vicenda potrebbero essere ora i referti dei campionamenti dell’Arpat – attesi a giorni – e le attività investigative che, a quanto risulta, sarebbero in corso da parte della Sezione Ambiente della Polizia municipale di Lucca, con alcuni cittadini di Antraccoli che sono già stati convocati per depositare la loro testimonianza.
