LUCCA - In piazza Napoleone a Lucca, a Viareggio e a Gallicano centinaia di persone hanno protestato contro le modifiche che farebbero passare dal concetto chiave di "consenso libero e attuale" durante tutto l'atto sessuale a quello di "dissenso" e di "atto contro la volontà"
Il consenso non è un dettaglio linguistico, ma il principio cardine dell’autodeterminazione. “Perché – come si legge sui cartelli di chi protesta – senza consenso è stupro”. In tre piazze della provincia di Lucca – in piazza Napoleone, a Viareggio e a Gallicano (Ponte a Campia) – associazioni, sindacati (CGIL Coordinamento Pari opportunità e Coordinamento Donne Spi CGIL), partiti (Pd, AVS) e centri antiviolenza (Centro Antiviolenza Luna; Centro Antiviolenza Non ti Scordar di Te; La Citta delle Donne ODV) hanno aderito domenica mattina 15 febbraio 2026, alla mobilitazione promossa dalla rete nazionale Di.Re contro l’emendamento Bongiorno, che elimina il riferimento al “consenso libero e attuale” in ogni momento del rapporto sessuale, per sostituirlo con un riferimento al “dissenso”, e con il concetto di “contro la volontà”.
Secondo gli organizzatori, che annunciano nuove azioni nelle prossime settimane, la politica del governo allontana l’Italia dalla Convenzione di Istanbul ed è corresponsabile della persistenza di un costrutto culturale che non combatte una sessualità maschile di tipo predatorio.
