CARRARA - Chiedono risposte immediate lavoratori e sindacati presenti al presidio che si è svolto davanti all'ingresso dell'azienda. L'appuntamento per fare il punto con la proprietà è fissato per il 3 marzo. L'iniezione di liquidità di 25 milioni di euro ha consentito il pagamento degli stipendi arretrati, ma non dei fornitori e dei lavoratori in appalto.
Chiedono chiarezza sul futuro dell’azienda i lavoratori di The Italian Sea Group, riuniti davanti all’ingresso dell’azienda. Bandiere e striscioni dei sindacati CGIL, CISL e UIL hanno accompagnato gli operai, in attesa di risposte che, assicurano i sindacati, non possono più tardare.
L’appuntamento con la proprietà è fissato per il 3 marzo, data nella quale lavoratori e rappresentanti sindacali si aspettano certezze sul piano di rientro di fondi pensione e sanità integrativa e sul piano industriale da attuare per garantire continuità ai lavoratori.
L’iniezione di liquidità annunciata per 25 milioni, ha consentito il pagamento degli stipendi arretrati, ma restano ancora senza compenso i fornitori e, di conseguenza, molti lavoratori in appalto e subappalto.
Cresce quindi la preoccupazione in vista dell’incontro e del successivo tavolo istituzionale. In gioco ci sono oltre cinquecento dipendenti diretti e un indotto che coinvolge circa mille persone. I lavoratori chiedono trasparenza sui conti e garanzie sul futuro produttivo e occupazionale del gruppo.
