PROVINCIA DI LUCCA - Trainano i settori chiave come le costruzioni e il commercio. Aumentano anche le imprese a guida straniera a Massa-Carrara

Non si ferma la crescita dell’imprenditoria straniera nella provincia di Lucca. Nel 2025 infatti l’aumento è stato del 2,9%, arrivando al 12 per cento del totale delle imprese provinciali. È quando emerge dall’analisi del centro studi della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, che evidenzia anche come questa crescita coinvolga pure il territorio di Massa-Carrara.
Entrando nello specifico, nel territorio lucchese, alla fine del 2025, si sono contate 4.795 imprese straniere. Quello delle costruzioni è comparto con la più alta concentrazione (1.390 attività), seguito dal commercio (1.106 imprese). Buono anche il dato nei servizi di alloggio e ristorazione (+5,3%), mentre spicca il manifatturiero legato alla cantieristica nautica. In questo caso, nelle attività di riparazione e manutenzione, l’incidenza straniera raggiunge infatti il 52,8% del totale. Nella Piana di Lucca ci sono 2.300 unità, poi la Versilia (1.968). Tra le provenienze extra-UE predominano Marocco (792 imprenditori) e Albania (565), seguiti dalla Romania (486) per l’area comunitaria.
Massa-Carrara invece registra 2.680 imprese a guida straniera (13% del totale), con una crescita del 4,6% nell’ultimo anno. Oltre al consolidamento delle ditte individuali, si nota una buona propensione alla strutturazione, con le società di capitale cresciute del 10,4%. Anche qui le imprese straniere sono presenti soprattutto nel commercio (947 unità) e nelle costruzioni (769 unità), ma mostrano un notevole dinamismo anche nell’industria legata alla nautica (+13,7% la costruzione di imbarcazioni) e nei servizi alle imprese (+14,3%). Dal punto di vista geografico, la maggioranza assoluta (1.951 unità) si concentra nell’area di Massa-Carrara, mentre in Lunigiana le 729 attività presenti spiccano per una rilevante incidenza del 15% sul tessuto economico locale. A guidare la graduatoria delle nazionalità sono Marocco (512) e Romania (313), poi Senegal (222) e Albania (210).
“I dati del 2025 ci restituiscono la fotografia di un’imprenditoria straniera che ha superato la fase fisiologica di primo insediamento per diventare un elemento pienamente strutturale del nostro sistema produttivo – osserva Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest. In settori nevralgici come l’edilizia, assistiamo a una dinamica fondamentale: le imprese guidate da cittadini stranieri garantiscono la continuità dell’offerta e assicurano un ricambio vitale a fronte del calo fisiologico delle imprese locali. Questo fenomeno non rappresenta solo un motore di sviluppo vitale per la nostra economia, ma testimonia anche un percorso di integrazione sociale ed economica ormai maturo e indispensabile per i nostri territori.”
