Il turismo al tempo della guerra: per ora regge, ma il peggio deve ancora venire

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Il turismo al tempo della guerra: per ora regge, ma il peggio deve ancora venire

Redazione

di Redazione

LUCCA - Agenzie e operatori non registrano al momento particolari rallentamenti del settore, ma temono l’effetto del conflitto nel tempo: tra paure dei clienti, possibili rincari dei carburanti e relative ricadute su voli, navi da crociera e pullman

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Fare turismo in tempi di guerra diventa difficile. A rendere più pesante la valigia ci sono le preoccupazioni per la sicurezza e gli aumenti delle tariffe. Confesercenti Assoviaggi, con il Centro Studi Turistici di Firenze ha per esempio parlato in settimana di oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate, e di un impatto già vicino a 100 milioni di euro per le agenzie italiane. Oltre ai Paesi interessati dal conflitto – ovviamente “chiusi” per ragioni di sicurezza – le flessioni più marcate sono sul lungo raggio, in particolare per l’Asia e l’Estremo Oriente, anche se si notano rallentamenti su mete distanti da Iran e Medio Oriente come Grecia, Tunisia, Marocco e Spagna.

Gli operatori del settore, soddisfatti dai buoni numeri del periodo pasquale, invitano a non cadere nella psicosi: “Si spera che la guerra finisca presto e che non ci siano psicosi indotte”, dice Beatrice Toschi, titolare dell’agenzia “Bei viaggi” di Lunata. “Anche perché ci sono delle destinazioni completamente tranquille, completamente serene e molto distanti dal conflitto, come i Caraibi, l’Europa occidentale, la stessa Italia. E anche per quanto riguarda il prezzo del cherosene il problema non c’è, nel senso che non riguarda i turisti delle agenzie, perché i tour operator hanno una formula che si chiama blocca prezzo, e i prezzi non possono avere incrementi rispetto a quello che è il prezzo d’acquisto iniziale, a differenza di un biglietto acquistato online”.

E’ però indubbio che il clima si sfiducia tenderà a crescere con l’allungarsi nel tempo del conflitto e con carburanti che rischiano di raggiungere tra qualche mese picchi di prezzo ancora non visti, con effetti su tariffe, rotte e disponibilità dei voli, ma anche dei semplici pullman. “Ora come ora non ancora non sentiamo più di tanto le difficoltà”, sostiene Mauro Buonamici, titolare dell’agenzia “Mediavalle Viaggi e Turismo” di San Concordio, “però prevediamo dei problemi grossi. Nel campo turistico noi abbiamo pullman, aerei e navi e quindi il problema dei carburanti sicuramente nel giro di poco tempo, se questa guerra continuerà, si farà sentire. A parte gli aumenti, soprattutto nelle tratte aeree, è prevedibile che a lungo andare ci possa essere tragicamente lo stop di tratte e mezzi”.