Bongiorni: morte causata da più elementi

Bongiorni: morte causata da più elementi

Redazione

di Redazione

Massa - Non è stato un singolo colpo isolato, ma una sommatoria di traumi convergenti a uccidere Giacomo Bongiorni, il carpentiere di 47 anni vittima del brutale pestaggio avvenuto lo scorso aprile nel cuore di Massa.

La verità scientifica arriva con il deposito della perizia medico-legale del professor Francesco Ventura: un documento che pesa come un macigno sulle posizioni dei cinque giovani indagati.

L’autopsia delinea una spirale di eventi fatali: l’emorragia cerebrale sarebbe stata innescata dal pugno iniziale, aggravata dalla caduta sull’asfalto e dai colpi successivi inferti mentre l’uomo era ormai inerme. Un dettaglio restituisce la ferocia di quegli istanti: la dislocazione della mandibola, segno di un impatto devastante.

Il dossier è ora sul tavolo di due Procure. Quella di Massa, che procede contro i due maggiorenni, e quella dei Minori di Genova, che coordina le indagini sui tre giovanissimi coinvolti. Per tutti l’accusa resta pesantissima: omicidio volontario in concorso.

Mentre la giustizia segue il suo iter, le amministrazioni di Massa e Carrara provano a ridisegnare i confini della sicurezza urbana in linea con le indicazioni provinciali. Così all’indomani dall’ordinanza emessa dal comune di Massa, la sindaca Serena Arrighi ha firmato per Carrara un provvedimento analogo che allenta leggermente la presa, concedendo più ossigeno agli esercenti.

Fino al 31 maggio i locali potranno restare aperti fino all’una, con i consueti trenta minuti di tolleranza per lo sgombero dei tavoli. È il primo tassello del “Patto per la Buona Movida”, nel tentativo di conciliare il diritto al lavoro con il necessario bisogno di controllo e civiltà nelle notti apuane.