PUGILATO - Lucca, mercoledì 6 maggio 1987, esattamente 39 anni fa. Sul ring del Palatagliate Gianfranco Rosi batte lo spagnolo Emilio Solè Ruiz e difende per la prima volta il titolo europeo dei pesi welter. E' l'ideale e giusto trampolino di lancio per il campione di Assisi che proprio dalla nostra città inizia la sua inarrestabile ascesa fino ai vertici della boxe mondiale.
Senza dubbio Solè era uno che aveva tutte le carte in regola per ambire al titolo di sfidante: del resto in quei tempi le sfide sia ufficiali che volontarie erano tutte impegnative e pericolose. Ma in quella tiepida serata lucchese dell’ormai lontano 1987, la vittoria di Rosi fu ineccepibile e perentoria. Il match si risolse infatti a favore dell’italiano per ko alla seconda ripresa, dopo 58″, e questo non era affatto scontato. Non fu invece una sorpresa la netta affermazione di un pugile che in quegli anni avrebbe poi scritto pagine memorabili della boxe italiana e mondiale. Il suo modo di stare sul ring e di esserne padrone, il suo colpo d’occhio e la sua tecnica sopraffina sono ancora stampati nella mente e negli occhi di chi ha qualche capello grigio. Ricordiamo che nello stesso anno il pugile umbro conquistò anche il titolo mondiale superwelter WBC contro Aquino (e qui saliva sul ring veramente da sfavorito) così come anni dopo contro Van Horn battuto pure lui ad Atlantic City. Oggi, a distanza di quasi 40 anni, Rosi è un apprezzato e stimato tecnico federale che alla soglia dei 70 anni, 69 anni ad agosto, mette ancora a disposizione dei giovani esperienza e talento di un pugile meraviglioso, uno dei migliori di sempre in Italia. Gianfranco Rosi, uno di quella generazione di fenomeni del ring che annoverò anche i vari Patrizio Oliva, Francesco Damiani, Loris e Maurizio Stecca. Un periodo favoloso che oggi rimpiangiamo e probabilmente irripetibile del pugilato italiano.
