Oltre 30 auto vandalizzate dopo il trekking sulle Apuane

Oltre 30 auto vandalizzate dopo il trekking sulle Apuane

Redazione

di Redazione

GARFAGNANA - La denuncia dell'associazione Apuane Libere: "Un grave atto intimidatorio contro chi difende la montagna". Il presidente del Parco Tagliasacchi: “Fatti gravissimi e inaccettabili. Nessuno può essere intimidito per le proprie idee".

Si è svolta in Val Serenaia in località “Orto di Donna” nel Comune di Minucciano la “Passeggiata consapevole” organizzata da Apuane Libere. Apuane Libere da tempo si batte contro l’estrazione del marmo sulle Apuane e il mancato rispetto delle regole secondo gli ecologisti e porre attenzione a queste problematiche era l’obiettivo dell’incontro. L’iniziativa ha visto una notevole adesione di cittadini e anche la partecipazione di tre consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Massimiliano Ghimenti e Diletta Fallani. Al mattino, però, nel luogo di ritrovo i partecipanti si sono trovati di fronte un gruppo di “contro manifestanti”, ovviamente contrari all’iniziativa; dopo qualche accesa battuta il nutrito gruppo della Passeggiata ha proseguito verso “Orto di Donna” dove si è svolta la manifestazione. Nel pomeriggio al ritorno alle auto però la brutta sorpresa: una trentina di autovetture sono state vandalizzate: danni anche profondi alla carrozzeria in alcuni casi anche con scritte.

Sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri di Gramolazzo e di Camporgiano. Oltre ai carabinieri sui luoghi della manifestazione sono intervenuti anche agenti della Digos di Lucca. Il comune di Minucciano in una nota ha condannato in modo deciso quello che è accaduto, “Un episodio da stigmatizzare con forza; chi lo ha compiuto non raccogliere la minima solidarietà da parte della civile, educata e rispettosa comunità di Minucciano” queste le parole del sindaco Nicola Poli.

La vicenda e i commenti 

Doveva essere una camminata pacifica per mostrare gli effetti dell’attività estrattiva nelle Alpi Apuane e aprire un confronto pubblico. Si è trasformata, invece, in un pomeriggio di rabbia e amarezza per i tanti partecipanti che, al loro ritorno, hanno trovato le proprie auto danneggiate.

La denuncia dell’associazione Apuane Libere: “Denunciamo con fermezza quanto accaduto domenica 7 giugno al termine della camminata consapevole organizzata nella Valle dell’Orto di Donna, che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone tra cittadini, escursionisti, associazioni, rappresentanti istituzionali e consiglieri regionali. L’iniziativa si è svolta in modo pacifico e ordinato e aveva l’obiettivo di mostrare direttamente sul territorio gli effetti dell’attività estrattiva nelle Alpi Apuane e aprire un confronto pubblico sul futuro di queste montagne. Al ritorno dall’escursione, però, decine di partecipanti hanno trovato le proprie automobili vandalizzate. Ad oggi risultano oltre quaranta veicoli di numerosi cittadini provenienti da diverse parti della Toscana, danneggiati con graffi, rigature e altri danneggiamenti. Non consideriamo questo episodio un semplice atto di vandalismo. Da settimane la nostra associazione riceveva insulti e minacce sui social network in relazione all’evento. Nel corso della mattinata non sono mancati atteggiamenti provocatori e intimidatori nei confronti degli organizzatori. Quanto avvenuto successivamente ai danni delle automobili appare quindi inserito in un clima che merita la massima attenzione da parte delle autorità competenti. Chiunque sia il responsabile materiale di questi danneggiamenti, il messaggio che fa emergere è gravissimo: tentare di intimidire cittadini che esercitano pacificamente il proprio diritto a frequentare la montagna, partecipare a una manifestazione pubblica e manifestare le proprie opinioni. Le Alpi Apuane non possono trasformarsi in un territorio dove il dissenso viene scoraggiato attraverso la paura e le intimidazioni. Nessuno dovrebbe temere conseguenze per aver partecipato a un’escursione, a una manifestazione pubblica o a un’iniziativa di carattere ambientale. Per questo chiediamo che venga fatta piena luce sui fatti, che siano individuati i responsabili e che i danni subiti dai partecipanti vengano integralmente risarciti”.

“Chiediamo inoltre una presa di posizione pubblica da parte della Regione Toscana – prosegue Apuane Libere -, dell’Ente Parco delle Alpi Apuane, dei Comuni interessati e di tutte le istituzioni coinvolte nella gestione e tutela del territorio. Di fronte a un episodio di tale gravità non sono possibili ambiguità né silenzi. La straordinaria partecipazione registrata domenica dimostra che esiste una parte sempre più ampia della società che chiede trasparenza, legalità, tutela ambientale e un futuro diverso per le Alpi Apuane. Se l’obiettivo era intimidirci, il risultato sarà l’opposto. Continueremo a frequentare queste montagne, a documentare ciò che accade e a difendere un patrimonio che appartiene a tutti”.

E la presa di posizione di Andrea Tagliasacchi non è tardata ad arrivare: “Condanno con la massima fermezza i gravi episodi avvenuti in Val Serenaia – spiega Andrea Tagliasacchi, presidente dell’Ente parco regionale delle Alpi Apuane -. I danneggiamenti alle auto dei partecipanti alla manifestazione sono atti inaccettabili che colpiscono non solo le persone coinvolte, ma il principio stesso del confronto democratico. Nessuna divergenza di opinioni può mai giustificare intimidazioni o danneggiamenti. Chiunque deve poter esprimere le proprie idee e partecipare a iniziative pubbliche senza timori o pressioni. Esprimo piena solidarietà a chi ha subito i danni e auspico che venga fatta rapidamente chiarezza sull’accaduto, individuando i responsabili – conclude il presidente -. Ancora di più e a maggior ragione, il Parco continuerà a svolgere il proprio ruolo istituzionale di garante e promotore del confronto e del dialogo, nel rispetto della legge e della trasparenza: il confronto civile è l’unica strada possibile per affrontare questioni complesse come quelle che riguardano il territorio delle Apuane”.