FORTE DEI MARMI - È questa la proposta presentata con una lettera nalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dall'imprenditrice balneare e project manager per le imprese del settore Michela Guidi. Un'idea basata proprio su quanto previsto dalla Direttiva Bolkenstein, che sostituirebbe le aste con una scadenza per presentare un business plan, con cui le imprese balneari rinnoverebbero la sinergia con la Pubblica Amministrazione.
È partita da Forte dei Marmi la nuova proposta che potrebbe fermare le aste per le concessioni balneari proprio muovendosi all’interno delle misure della Direttiva Bolkenstein, presentata con una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Qualificando le imprese balneari come “soggetti di interesse economico generale”, si metterebbero infatti queste attività al riparo dalle aste, proprio nell’ottica di valorizzare le peculiarità locali, evitare processi di standardizzazione che impoverirebbero il patrimonio turistico e garantire la continuità di funzioni essenziali per la collettività.
La proposta di Michela Guidi non si limita però a cercare di evitare le aste, ma propone anche un’alternativa.
Utilizzare la scadenza del 30 settembre 2027 non per le aste delle concessioni, ma bensì per far presentare un business plan alle imprese balneari. Così facendo, queste attività sarebbero sotto la guida del Piano Urbanistico Attuativo, costituendo una sinergia pubblico-privato che rappresenterebbe, secondo Guidi, un modello strategico virtuoso.
