PROVINCIA DI MASSA CARRARA - La presidente Coldiretti Massa-Carrara Ferrari: "Pioggia post ferragosto provvidenziale". Bondielli (Consorzio Candia): "Annata che ricorderemo"
È un aumento tra il 10 e 15 per cento, rispetto ad un’annata media, quello che stima Coldiretti Massa Carrara riguardo alla vendemmia 2026 tra i vigneti del territorio apuano. Un incremento figlio soprattutto della pioggia caduta nella zona esattamente quando serviva, subito dopo ferragosto, dopo settimane di afa intensa e siccità. Insomma, più uva che finirà nei tini. “Le precipitazioni post ferragosto sono state provvidenziali – analizza Francesca Ferrari, Presidente Coldiretti Massa Carrara – I primi riscontri, che stiamo raccogliendo tra le nostre aziende, tra i nostri viticoltori, sono entusiasti”.
Dello stesso avviso è anche il Consorzio di Tutela del Candia dei Colli Apuani, che evidenzia anche come altre due settimane di caldo record avrebbe potuto comportare uno scenario diverso. Il Consorzio monitora l’avvio della raccolta tra i 300 ettari iscritti alla DOC (dei 500 complessivi in provincia).
“La pioggia di ferragosto ha salvato un’annata che oggi possiamo definire eccezionale. – ammette senza mezze parole il presidente del consorzio di tutela, Fabrizio Bondielli – L’acqua è caduta quando serviva. Il clima secco, con temperature stabilmente sopra i 35 gradi, ha tenuto lontano parassiti e funghi come la peronospora aiutandoci nella gestione della vigna e riducendo al minimo ogni forma di intervento. L’ondata di calore che ha caratterizzato quest’estate ha messo a dura prova le vigne spingendole a dare il meglio se stesse. Credo che un’annata così la ricorderemo. La grande sfida, per tutti noi, è riportare i giovani a prendersi cura di questi terrazzamenti e gettare le basi per una nuova generazione di viticoltori eroici”.
“La vendemmia è anticipata di quasi due settimane. Rispetto a venti anni fa anche di oltre un mese. E’ una conseguenza dei cambiamenti climatici ed insieme della necessità di preservare le qualità dell’uva preservando gradazione, acidità e freschezza. – spiega Gianni”. Le pendenze delle colline del Candia, che possono raggiungere anche i 45 gradi, sono la caratteristica della viticoltura eroica. Qui l’uva si raccoglie a mano e viene messa nelle cassette portate in spalla fino a valle e poi, da lì, verso la cantina. Un lavoro molto faticoso dal punto di vista fisico che non spaventa Annachiara, Irene, Sara e Beatrice. Quattro giovani donne tra i filari che, insieme alla squadra dell’azienda, raccolgono oggi non solo l’uva, ma anche una sfida: dimostrare che la viticoltura eroica può avere un futuro. Perché dietro quei terrazzamenti c’è una generazione che può raccogliere il testimone di chi quelle vigne le ha costruite e coltivate prima di loro.
