“Papà aiuto”, ma al telefono è il finto figlio: 80enne di Nave smaschera la truffa

“Papà aiuto”, ma al telefono è il finto figlio: 80enne di Nave smaschera la truffa

Redazione

di Redazione

LUCCA - Nuovo tentativo di truffa a Lucca: l'anziano però mantiene la calma, gli chiede il nome e il malvivente riaggancia. L'appello ai cittadini per evitare raggiri.

Ha finto di essere il figlio disperato, in lacrime e con la voce rotta dal pianto per una presunta “disgrazia”, chiedendo aiuto immediato al telefono. Ma la truffa, tentata nei giorni scorsi ai danni di un uomo di circa 80 anni residente a Nave, si è infranta contro la prontezza e la straordinaria lucidità della potenziale vittima. L’episodio si è svolto con la classica modalità del condizionamento emotivo. Sull’utenza domestica dell’anziano è arrivata una chiamata: dall’altro capo del filo, una voce agitata esclamava tra i singhiozzi: “Papà ho bisogno di aiuto, è successa una disgrazia, mi devi aiutare”. Un’esca studiata a tavolino per generare panico e spingere chi risponde a cedere a qualsiasi richiesta economica pur di proteggere il proprio familiare. Nonostante il momento concitato e l’impatto emotivo della chiamata, l’ottantenne non si è lasciato sopraffare dall’ansia. Per verificare l’identità del sedicente figlio, gli ha rivolto una domanda semplice e diretta: “Come ti chiami?”. Messo con le spalle al muro e incapace di rispondere senza tradirsi, il malintenzionato ha immediatamente riagganciato la cornetta, interrompendo la comunicazione. L’episodio, fortunatamente conclusosi senza danni, rappresenta un importante campanello d’allarme per tutto il territorio lucchese: i truffatori stanno prendendo di mira le abitazioni della zona sfruttando la tecnica dell’emergenza familiare.

Come comportarsi di fronte a chiamate sospette

Per evitare di cadere in questi raggiri, le forze dell’ordine e gli esperti raccomandano di seguire alcune regole fondamentali. Mantenere la calma e verificare: non cedere all’impulsività dettata dal panico. Se chi chiama sostiene di essere un parente in difficoltà, fate una domanda di controllo sulla vita familiare a cui solo il vero congiunto saprebbe rispondere. Interrompere la chiamata e contattare il familiare: riagganciate subito la cornetta e riprovate a contattare il vostro parente sul suo numero di cellulare abituale o tramite altri familiari. Non consegnare mai denaro o gioielli: nessun ente ufficiale (Carabinieri, Polizia, avvocati o personale sanitario) richiede il pagamento in contanti o oggetti di valore a domicilio per “sanare” incidenti o evitare arresti. Segnalare immediatamente: in caso di chiamate sospette, contattate subito il 112 (Numero Unico di Emergenza) per segnalare l’accaduto e permettere il monitoraggio del fenomeno sul territorio.