LUCCA - La fila ininterrotta dei fedeli al tempietto del Civitali per rendere omaggio al Volto Santo è probabilmente l'immagine più forte della Processione di Santa Croce di quest'anno, caratterizzata da una grande partecipazione, resa possibile sicuramente dal bel tempo e dal giorno feriale.
Ma probabilmente tante persone sono volute tornare a partecipare a questo rito millenario anche per vedere di nuovo da vicino il simbolo della comunità lucchese, che da anni non era più visitabile nella sua collocazione tradizionale. Un’evidenza sottolineata anche dall’arcivescovo Giulietti.
Il giorno successivo alla processione, giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, la Cattedrale ha ospitato la Santa Messa celebrata dall’arcivescovo, nel corso della quale si è ripetuto l’antico rito dell’incendio della stoppa, monito contro la vanità delle cose terrene. L’incendio viene appiccato ad una grata di ferro ricoperta di stoppa, che pende dalle volte della Cattedrale, e rappresenta la velocità con la quale si consuma la gloria nel nostro mondo. L’antico rituale deriva da quello che avveniva durante l´incoronazione dell´imperatore d´Oriente. Ma i tempi, incerti e turbolenti che stiamo vivendo lo rendono attualissimo.
