Via libera all’ossicombustore di Peccioli: è scontro politico in Regione

Ossicombustore Peccioli

Via libera all’ossicombustore di Peccioli: è scontro politico in Regione

Redazione

di Redazione

FIRENZE - La Giunta toscana approva autorizzazione e compatibilità ambientale del maxi impianto di trattamento dei rifiuti in provincia di Pisa. Eugenio Giani parla di innovazione, meno discarica e possibile riduzione della Tari. Le opposizioni chiedono le dimissioni dell'Assessore regionale all'Ambiente David Barontini (M5S), che si era sempre detto contrario al progetto

Ossicombustore Peccioli

È arrivato il via libera della Regione Toscana all’ossicombustore di Peccioli. La Giunta ha approvato il provvedimento di autorizzazione e di compatibilità ambientale per l’impianto progettato nel polo di trattamento rifiuti del Triangolo Verde, in località Legoli. La tecnologia prevista è quella dell’ossidazione termica senza fiamma visibile, con temperature superiori ai 1.300 gradi.

Il progetto è promosso da Novatosc e Belvedere, la società a partecipazione pubblica e popolare legata al Comune di Peccioli. L’obiettivo dichiarato è trattare quei rifiuti che, dopo raccolta differenziata, selezione e recupero, non possono essere ulteriormente riciclati e finiscono oggi prevalentemente in discarica.

La tecnologia prevista è quella dell’ossidazione termica flameless, cioè senza fiamma visibile: utilizza ossigeno prodotto in loco e temperature superiori ai 1.300 gradi. Secondo i proponenti, il processo consentirà il recupero di materiali ed energia, riducendo il ricorso alla discarica.

I numeri del progetto parlano di una capacità massima di 177 mila tonnellate annue di rifiuti solidi e 75 mila tonnellate di percolato. Tra i prodotti in uscita sono previste perle vetrose per l’edilizia, acqua per usi industriali, anidride carbonica intercettata e liquefatta e un surplus energetico stimato in circa 42 mila megawattora l’anno.

Per il presidente della Regione Eugenio Giani si tratta di un impianto innovativo, destinato a rafforzare l’autosufficienza toscana nella gestione dei rifiuti e a superare la logica del solo smaltimento. Non solo. Permetterebbe anche di ridurre la Tari ai cittadini.

Parole, quelle del presidente della Toscana, a cui le opposizioni in Consiglio regionale reagiscono con durezza, tanto che il portavoce Alessandro Tomasi le bolla come “affermazioni false”. Tomasi ha chiesto anche le dimissioni di David Barontini, l’assessore regionale all’Ambiente, che si è sempre detto contrario al progetto di Peccioli, così come alcune associazioni ambientaliste che hanno sollevato dubbi sull’impatto ambientale, sui costi e sull’effettiva sperimentazione della tecnologia su questa scala. “Questo incidente di percorso chiarisce finalmente”, ha detto Tomasi, “che la linea politica sui rifiuti dei diversi partiti politici in giunta è diametralmente opposta”.