Lucca ricorda Giovanni Amendola: “La sua lezione per difendere la democrazia liberale”

Giovanni Amendola

Lucca ricorda Giovanni Amendola: “La sua lezione per difendere la democrazia liberale”

Redazione

di Redazione

LUCCA - A cento anni dalla morte del politico, giornalista e intellettuale liberale, incontro alla Casa del Boia promosso da Straborghese Edizioni. Andrea Marcucci: «Amendola fu un grande antifascista e un convinto anticomunista, è morto per la liberaldemocrazia». Sul palco anche Umberto Sereni e Carla Sodini

Giovanni Amendola

A cento anni dalla morte di Giovanni Amendola, Lucca torna a riflettere sulla lezione di uno dei più lucidi oppositori del fascismo. Alla Casa del Boia l’incontro dedicato al politico, giornalista e intellettuale liberale mette al centro un tema di forte attualità: il futuro della democrazia liberale.

“Amendola è un grande personaggio, un grande antifascista che è morto dopo essere stato picchiato dai fascisti lucchesi, a Montecatini”, dice Andrea Marcucci, presidente del Partito Liberaldemocratico. “E la realtà è che era anche un anticomunista convinto. Credeva nella liberaldemocrazia ed è morto per la liberaldemocrazia. Oggi spesso si dice a sproposito di essere liberali o liberal democratici, ma in realtà si sostengono teorie sia economiche che politiche che sono poco liberali e poco democratiche. Quindi forse il pensiero di Amendola andrebbe riscoperto, la sua azione presa come esempio. E bisognerebbe mobilitarsi perché quelle idee tornino a essere al centro del dibattito politico italiano”.

L’incontro sul tema “Giovanni Amendola e il futuro della democrazia liberale” era organizzato da Straborghese edizioni di Federico Bini. Sul palco, oltre ad Andrea Marcucci, erano presenti il professor Umberto Sereni e la professoressa Carla Sodini.