Fabiani: “Questo odio inconsapevole verso gli alberi”

Con Roberto Fabiani, agronomo paesaggista e titolare da oltre trent’anni dello Studio Progetto & Giardino, specializzato nella progettazione di esterni e nella valutazione della stabilità degli alberi, parliamo proprio di… alberi. Sono amati oppure no?

“Nella pratica di tutti i giorni sia a livello privato che a livello pubblico amiamo gli alberi. Per la mia esperienza di persona che progetta giardini e spazi verdi in genere, direi invece il contrario. Questo “odio” è inconsapevole, ma moltissime pratiche comunemente usate sugli alberi sia di città che di campagna portano diritte a creare danni spesso irreparabili. L’esempio forse più comune è quello del ricorso a potature molto aggressive, comunemente definite “capitozzature”, cioè il taglio di branche superiori a 8 cm. di diametro. In questo modo l’albero non cicatrizza le proprie ferite portando a malattie fungine che ne minano la stabilità e la salute complessiva. Altro esempio è l’abitudine di asfaltare o pavimentare superfici sotto la chioma degli alberi, quando sappiamo bene che tale area è dedicata all’assorbimento da parte delle radici sia di acqua che di elementi nutritivi. Anche questa pratica porta ad un lento deperimento e morte delle piante”.

Di tanto in tanto sui social compare una polemica contro questo o quell’ente locale che procede al taglio di alberi…

“Eh, già. Vogliamo parlare dei lavori che le amministrazioni pubbliche eseguono lacerando interi parti di apparati radicali? Vogliamo parlare di alberi giovani appena piantati che vengono lasciati al proprio destino senza venire irrigati durante i periodi estivi fra l’altro spesso assai siccitosi? Ci sono tanti di questi esempi…”

Altra questione dolente: i pini.

“Spesso adornano viali o giardini ma, ahinoi, sono molto alti! Eh si, il pino domestico ha questa conformazione, e se lo piantiamo nei pressi di un’abitazione può sviluppare la propria chioma anche sopra il tetto. E inizia così la corsa all’abbattimento (l’albero appare come un killer addirittura, anche quando ci va a sbattere un’auto guidata da persone imprudenti nella migliore delle ipotesi); non viene accettato nessun tipo di rischio, deve essere fatta tabula rasa! Per colpa, in questo caso, di una errata progettazione o scelta della specie per quel determinato ambiente. Quindi io dico sempre “non è necessario abbracciare gli alberi”, ma rispettiamoli e siamo coscienti che sono esseri viventi come noi, vanno conosciuti e trattati da persone esperte e competenti. Una buona progettazione quando si pianta un giardino può ovviare a molti di questi problemi”.