L’agronomo paesaggista: una nuova professione per rendere più bello il tuo giardino

È una delle professioni che stanno emergendo con crescente interesse: quella dell’agronomo paesaggista. Cerchiamo di conoscerla meglio, parlandone con uno di loro, Roberto Fabiani, titolare di Studio Progetto e Giardino.

“Quando io agronomo, più di 30 anni fa, ho iniziato a lavorare progettando spazi esterni la figura del paesaggista era poco o niente conosciuta e mi affidai allora alla collaborazione con i vivai. La spesa per realizzare un giardino studiato, e non improvvisato, come già in molti facevano per le loro case, non era vista come necessaria, ma come qualcosa in più che si potessero permettere solo persone benestanti. In realtà questo pensiero rappresentava solo una cultura che la generazione del dopoguerra si portava dietro: quella, tipicamente agricola, che equiparava la coltivazione dell’olivo o di altre specie da produzione alla piantagione di alberi di tipo invece forestale e/o decorativo, con la conseguenza della non necessaria presenza di uno specialista, un architetto o agronomo paesaggista, appunto”.

In questi anni la cultura è cambiata?

“Sì, e si dà molta importanza all’esterno. Non solo a causa della pandemia che ci ha costretti a vivere in spazi non sempre accoglienti e a riflettere sul rapporto tra verde ben costruito e salute, ma anche al reale valore che acquista una bella casa con un bel giardino! Chi si affida a me è sicuro di ricevere competenza nel lavoro, gentilezza e chiarezza nel rapporto professionale, ma gli trasmetterò anche tanta, tanta passione per le piante e i giardini, e verrà seguito durante tutte le fasi dei lavori di realizzazione”.

Come avviene il primo contatto?

“Inizio proponendo al cliente alcune soluzioni progettuali alternative in cui, attraverso la produzione di un video render 3D, lui potrà immergersi in un viaggio virtuale nel suo futuro giardino. Naturalmente la prima fase è anche quella in cui si iniziano a stimare i costi, mentre prima di iniziare i lavori lo porterò in uno o più vivai a toccare con mano le piante che saranno usate. Poi potrà affidare a me anche la progettazione di tutta la parte esterna della casa, compreso pergolati, pavimentazioni, piscina, impianti di irrigazione e illuminazione”.

Una questione estetica e basta o c’è dell’altro?

“Alla luce dei cambiamenti climatici, dei grandi eventi atmosferici che si verificano sempre più spesso anche nell’area del Mediterraneo, lo studio accurato di tutti gli aspetti biologici, ecologici e di sostenibilità assumono una importanza fondamentale anche nel minimizzare danni a persone e cose. Il mio motto è progettare bene il verde per vivere meglio il futuro: piantare un albero, una siepe o una bordura di rose, ha bisogno di pazienza, spesso si pianta per i figli o i nipoti, per lasciare loro non dico un mondo, ma almeno un giardino più verde, cioè ben progettato e che non abbia bisogno nell’arco di pochi anni di essere stravolto con potature forti sempre dannose per la salute delle piante, o diradamenti che rompono l’equilibrio sia estetico che funzionale dello spazio”.