Dall’inferno della Costa Concordia

M. DI PIETRASANTA - Fabio Bertola, trentenne di Forte dei Marmi, era in vacanza con la sua famiglia sulla nave della Costa Crociere e oggi racconta come lui, la moglie Barbara e il figlio sono scampati al naufragio.

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Quella sera del 13 gennaio stavano per cenare, come tanti altri passeggeri: ‘‘La nave si e’ messa in pendenza – ricorda Fabio – non ho fatto a tempo a chiedermi perche’ stesse succedendo ed ho sentito un colpo, forte. Era l’urto con lo scoglio’’. Qualcuno allora si e’ affrettato a recuperare il giubbotto di salvataggio mentre l’altoparlante annunciava un semplice guasto al generatore, invitando alla calma: ‘‘Abbiamo aspettato seduti sul divanetto del bar – racconta – poi guardando dall’oblo’ ho visto la terra ferma, vicinissima. Ho chiesto dove fossimo, mi hanno risposto che era l’isola del Giglio’’. A quel punto Barbara ha chiesto a Fabio di recuperare i loro giubbotti e cercare una scialuppa per lasciare la nave: ‘‘Mi spingevano da tutte le parti, tenevo stretto mio figlio per non perderlo. Siamo riusciti a salire, eravamo piu’ di 150 su quella barca di salvataggio’’. Dal personale della Costa Crociere nessuna informazione, solo una volta sbarcati sull’isola del Giglio Fabio e la sua famiglia hanno capito cosa era successo. Barbara e’ rimasta in cannottiera per proteggere il figlio dal freddo, oggi e’ a letto con una forte bronchite come anche il piccolo. ‘‘Non credo che faremo piu’ vacanze in crociera – ha ammesso Fabio – e’ stata un’esperienza bruttissima’’.

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