Liberalizzazioni, la protesta degli avvocati

LUCCA - Anche l’avvocatura lucchese si e’ mobilitata contro il decreto Monti sulle liberalizzazioni. "Le misure minano autonomia e preparazione degli avvocati".

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Anche l’avvocatura lucchese si e’ mobilitata contro il decreto Monti sulle liberalizzazioni. Le ragioni sono state esposte dal presidente dell’Ordine lucchese degli avvocati, Romano Zipolini, in una conferenza stampa in Tribunale. In sostanza, secondo l’Ordine le misure promosse dal governo andrebbero ad indebolire autonomia e preparazione degli avvocati. Tanto per cominciare, ha detto Zipolini, l’avvocatura italiana non ha bisogno di misure per facilitare l’ingresso alla professione. Visto che solo a Roma ci sono 23mila, lo stesso numero di legali che opera in tutta la Francia. Togliere il praticantato quindi serve solo ad accrescere le fasce deboli dell’avvocatura provocando una concorrenza al ribasso nel settore. Poi, l’abolizione delle tariffe precostituite rischia di favorire i clienti con maggiore risorse economiche a scapito di quelli piu’ poveri. Inoltre, la possibilita’ di costituire societa’ di capitali con soggetti non professionisti potrebbe mettere gli avvocati alla merce’ dei soggetti che li finanziano. Contro la liberalizzazione della professione gli avvocati hanno programmato uno sciopero per il 23 e 24 febbraio. E, l’ordine lucchese, ha annunciato la sospensione dei contributi per l’acquisto di strumenti di lavoro e per il pagamento del personale nei pubblici uffici, per supplire alle carenze dello Stato nel funzionamento della macchina della giustizia.

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