Rincari e nuove tasse per l’agricoltura

PROVINCIA DI LUCCA - Il 10% del gettito fiscale chiesto dalla manovra Monti in provincia arriverà dall’agricoltura. A dirlo è la Confederazione italiana Agricoltori, sulla base delle tasse introdotte dal decreto "Salva Italia".

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I primi provvedimenti si sono gia’ fatti sentire con l’aumento delle imposte indirette sui combustibili. Il costo del gasolio agricolo, sostengono dalla Cia, e’ aumentato del 25% a causa dell’incremento dell’accisa sui carburanti, passando da 90 centesimi al litro, a un euro e 30 centesimi. Anche il gasolio da riscaldamento per le coltivazioni in serra, che fino a ora era esente da imposte e’ stato tassato. Rincari che vanno a colpire un settore che a Lucca, come nel resto d’Italia, sconta pesantissimi attacchi da parte dei mercati e della speculazione finanziaria globale e che ha visto chiudere il 32% della imprese. Adesso un ulteriore penalizzazione per l’indotto potrebbe essere l’aumento di frutta e verdura sui banchi dei mercati, che potrebbe scattare per tutelare i gia’ esigui guadagni degli agricoltori. Poi sulla testa dell’imprenditoria agricola e degli agriturismo pende l’introduzione dell’Imu, la nuova tassa sulla rendita dei fabbricati e dei terreni che determinera’ una rivalutazione degli indici catastali per terreni e immobili su cui si calcola l’imposta. Secondo la Cia proprio in quest’ultimo caso la manovra Monti avra’ effetti depressivi per l’attivita’ ricettiva, che e’ diventata una soluzione per integrare il reddito delle imprese agricole.

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