Caso Franceschi, la Procura torna alla carica

LUCCA - La Procura aveva chiuso due mesi fa l’inchiesta italiana sul giovane viareggino morto nel carcere francese di Grasse. L’inchiesta adesso è stata riaperta, su richiesta della famiglia Franceschi.

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La notizia non era trapelata, ma due mesi fa il Tribunale di Lucca aveva chiuso l’inchiesta aperta a titolo conoscitivo sulla morte di Daniele Franceschi, il giovane viareggino deceduto in circostanze non chiare nell’agosto del 2010 nel carcere francese di Grasse. Motivo dello stop alle indagini, la mancata collaborazione delle autorità francesi con quelle italiane. Aldo Lasagna, legale della famiglia Franceschi, non si è arreso e nelle scorse settimane ha presentato istanza di opposizione alla decisione, un atto dovuto, del Tribunale. Adesso il gip Alessandro Dal Torrione ha accolto la richiesta di Lasagna ed ha invitato la Procura a tornare alla carica con le autorità francesi. In particolare, per richiedere ulteriore documentazione sulla morte di Franceschi e acquisire i nominativi delle persone attualmente indagate in Francia, nomi che ancora non sono stati resi noti. Altra novità è l’arrivo alla famiglia Franceschi di una lettera inviata dall’Eliseo a firma del capo di gabinetto Simon Babre, lettera in cui si conferma l’interessamento da parte del governo francese di fare chiarezza sulla vicenda. E che indica nel nuovo guardasigilli francese, Christiane Taubira, il massimo riferimento d’Oltralpe per la corretta gestione di questa tormentata vicenda.

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