Diecimila in corteo con rabbia e dolore

VIAREGGIO - Nel terzo anniversario della strage ferroviaria la città ed i comitati di tutta Italia si mobilitano e gridano la loro rabbia. Alle 23.48 i nomi delle 32 vittime scanditi nel silenzio, con un rintocco di campana.

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Ognuno con la sua storia, i familiari delle vittime, gli abitanti del quartiere distrutto e ricostruito, i comitati sorti dopo le più gravi stragi italiane, i volontari della protezione civile e, in coda al corteo, i politici, hanno attraversato la città per ricordare e chiedere giustizia.
Sul palco in piazza Mazzini c’è stato poco spazio per istituzioni e forze dell’ordine: ha parlato la rabbia. Per quel dispositivo antisvio che, forse, avrebbe scongiurato la strage. Per il Comune, che ha già incassato alcuni indennizzi da Ferrovie; ma ha parlato anche la forza di andare avanti, “per dare a quelle 32 persone – ha detto al microfono Daniela Rombi – una risposta alla loro morte”.
In corteo hanno sfilato anche alcuni cittadini di San Felice sul Panaro e Rovereto sul Secchia, colpiti dal terremoto in Emilia e giunti a Viareggio per dare solidarietà e chiedere di non essere dimenticati.
Al piazzale di Largo Risorgimento sono arrivati in diecimila: hanno trovato 32 fiori bianchi, lungo il muro che prima non c’era a dividere le case dai binari. E tre bambini, come gli anni trascorsi da quel 29 giugno, a leggere poesie. Poi è scoccata l’ora dell’esplosione, le 23.48: i 32 nomi si sono stagliati nel silenzio, con un rintocco di campana. Ed è passato un treno, un altro, che ha salutato con un fischio il ricordo di chi non c’è più.

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