Disastro ferroviario: chiusa l’inchiesta, 32 indagati

VIAREGGio - La procura, dopo tre anni ha chiuso le indagini per il disastro ferroviario del 2009. La posizione di sei persone tra tecnici e amministrativa verso l’archiviazione. Per la procura le cause del disastro sono da ricercarsi nell’asse rotto e nel picchetto.

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Da 38 scendono a 32 le persone per le quali si ipotizza una responsabilità penale nel disastro ferroviario di Viareggio. 32 indagati, tanti quanti le persone che hanno perso la vita a seguito dell’esplosione del 29 giugno 2009. Gli enti che compaiono nel registro degli indagati passano 8 a 9. Escono invece di scena sei persone che secondo la procura sulla base delle prove emerse durante i tre anni di indagini, non avrebbero responsabilità nel disastro ferroviari. Si tratta probabilmente di sei tedeschi e un italiano che avrebbero un ruolo marginale. Ad accelerare la fase finale delle indagini è la Procura di Lucca con un comunicato di appena quattro righe con il quale il procuratore Aldo Cicala dice: “Sono in corso di notifica gli avvisi della conclusioni delle indagini preliminari nei confronti di 32 indagati. I reati che si ipotizzano sono disastro ferroviario colposo, incidendo e omicidio colposo lesioni colpose plurime, nonché la responsabilità per illeciti amministravi degli enti coinvolto. Alla fine delle indagini, la procura con queste notifiche, conferma l’ipotesi emersa anche durate l’incidente probatorio nella relazione dell’ingner Toni il perito degli inquirenti ovvero che a causare l’esplosione ferroviari sia stata la rottura dell’asse, del carro cisterna pieno di gpl e la conseguente perforazione da parte del picchetto. Si esclude quindi l’ipotesi della zampa di lepre, ritenendo responsabili tutti quei soggetti che dovevano vigilare sulla revisione dell’asse e sulla sostituzione dei picchetti. Una posizione abbastanza netta che gli inquirenti hanno indirettamente ufficializzato proprio a tre anni esatti di distanza dal quel tragico 29 giugno 2009. Prossima tappa la formulazione della richiesta di rinvio a giudizio al giudice per l’udienza preliminare che potrebbe richiedere vari mesi.

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