Baccelli sta con Massa Carrara

LUCCA - "L'unica alternativa credibile è l'unione con Massa Carrara, non certo con Pisa o Livorno". Il presidente Stefano Baccelli interviene con una lettera aperta nel dibattito sul futuro della Provincia di Lucca.

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La lettera integrale:
“Le Province subiranno presto una profonda trasformazione. E’ atteso in queste ore un nuovo decreto che definirà i criteri per stabilirne confini, poi si discuterà al Consiglio delle autonomie locali (organismo regionale che vede la partecipazione di tutti i Presidenti delle Province, di tutti i Sindaci dei capoluoghi e di una delegazione dei consigli provinciali e dei Comuni per un totale di 50 componenti) la presentazione di un piano di riordino che sarà definitivamente approvato dal Governo entro settembre. Sempre entro settembre, la Presidenza del Consiglio dei ministri emanerà un decreto con l’elenco dettagliato delle funzioni che saranno trasferite ai Comuni, mentre è comunque certo che alle Province rimarranno le competenze relative alle strade provinciali, al trasporto locale e all’ambiente. In ogni caso l’intero processo di riordino dovrà completarsi entro la fine dell’anno.
Il tempo stringe, dunque, e occorre attrezzarsi al cambiamento. Deve essere chiaro a tutti che il nuovo Ente Provincia voluto dal Governo Monti avrà una vocazione più tecnica che politica, sia per le competenze residue, sia per la scelta condivisa da tutto il Parlamento di passare dall’elezione diretta del Presidente all’elezione di secondo grado (ovvero tramite votazione riservata ai soli Sindaci e consiglieri comunali di tutti i Comuni della Provincia).
La nuova Provincia avrà principalmente compiti di gestione del territorio e quindi, data la complessità del nostro, suddiviso in macro-aree molto differenti tra loro, Lucca e Piana, Valle del Serchio e Versilia, continuo a rivendicare il desiderio di autonomia, non solo per la tradizione lucchese di città capitale e certo non per vezzo isolazionista, ma per la piena coscienza di quanto sia impegnativa la gestione della nostra articolata rete stradale e la tutela di un territorio attraversato da un fiume insidioso come il Serchio e caratterizzato da ampie zone montane.
L’unica alternativa credibile è l’unione con Massa – Carrara, le cui coste e i cui monti si compenetrano perfettamente con i nostri, creando un comprensorio integrato dal Tirreno alle Apuane, senza soluzione di continuità.
Ha poco senso ipotizzare matrimoni di convenienza con Pisa o Livorno pensando di avvantaggiarci grazie all’aeroporto internazionale e al grande porto tirrenico, quando le nuove Province non avranno voce in capitolo sugli indirizzi economici e di sviluppo, demandati completamente al livello regionale.
Ho salutato con gioia il sostegno che la Confcommercio, tramite il Presidente Cordoni ha voluto farmi pervenire, e oggi chiedo alle Istituzioni locali, alle forze politiche, sociali e sindacali di sostenere a loro volta l’impegno per garantire la migliore governabilità del nostro territorio.
Da parte mia, spenderò ogni energia per tenere fermo il punto dell’autonomia e perché un eventuale accorpamento sia dettato da reali esigenze funzionali e non certo da astratti modelli di governance pensati in qualche chiusa stanza fiorentina. Nel frattempo mi attiverò perché i tre gioielli storico-architettonici di proprietà della Provincia, ossia Palazzo Ducale, Villa Argentina e Mont’Alfonso restino nella piena disponibilità dei cittadini e delle Istituzioni locali e non siano fagocitati dal Demanio, prefigurando alienazioni dolorose. Confido in un sostegno convinto e diffuso che spero possa presto tramutarsi in azione condivisa.”

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