Chiusura uffici, passo indietro di Poste

LUCCA - Di fronte alla mobilitazione generale, Poste italiane fa una parziale marcia indietro. La chiusura degli uffici postali in realtà non è stata ancora decisa, si legge in una comunicato.

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E la lista che è stata resa nota non sarebbe un piano di chiusure ma, almeno al momento, una semplice nota informativa sugli uffici postali disecomomici. Cioè, quelli che non converrebbe tenere aperti sotto il profilo dei costi. Ogni anno, spiega ancora il comunicato, Poste Italiane deve inviare all’autorità di vigilanza, l’AgCom, un report sugli uffici postali e sulle strutture di recapito che non garantiscono l’equilibrio economico. Viene quindi stilato un elenco degli uffici che non soddisfano i criteri di economicità, ventidue in provincia di Lucca, ma che non risponde a un piano di chiusure di uffici postali, materia che eventualmente andrebbe discussa preliminarmente con gli enti locali e la stessa l’AgCom.
Sarà, ma sulla famosa lista nera accanto al nome dei ventidue uffici c’è scritta la parola chiusura.
Sulla questione interviene anche Michela Benedetti della Cgil, secondo la quale le Poste scelgono di tagliare perchè è la soluzione più facile, invece che trovare le soluzioni per rilanciare il servizio. Eppure le risorse ci sono, conclude la sindacalista Cgil, dato che nel bilancio 2011 Poste ha presentato un utile di 846 milioni di euro.

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