Nuova mozione di sfiducia contro Lunardini

VIAREGGIO - Sedici consiglieri comunali hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Luca Lunardini. Potrebbe essere votata nel consiglio comunale fissato per il 25 luglio.

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Hanno sottoscritto la mozione i dodici consiglieri dell’opposizione di centrosinistra, più Paolo Spadaccini, dell’Udc, Nino Sergiampietri di Vivere Viareggio e Bruno Puccinelli ed Eugenio Vassalle del gruppo misto.
Lo scorso aprile il consiglio comunale aveva respinto una prima mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Il documento, presentato da 14 consiglieri, raccolse in aula 15 voti. Per l’approvazione, e la conseguente caduta della giunta, ne servivano sedici.
Ora la sfiducia parte già con i voti sufficienti per essere approvata, a meno di clamorosi dietro front da parte di qualcuno dei firmatari. L’ago della bilancia, almeno al momento, è l’ex Pdl Bruno Puccinelli, che a primavera aveva votato a favore di Lunardini e che adesso è passato all’opposizione.
La motivazione di questa nuova mozione di sfiducia è riportata nel documento stesso: Lunardini non avrebbe mantenuto la promessa di attuare interventi concreti per risolvere le emergenze dei cittadini e delle categorie economiche, anche attraverso un taglio dei costi della politica.
Il sindaco al momento non commenta. Come tre mesi fa, probabilmente tenterà di recuperare consensi prima della discussione in aula della mozione. Nelle prossime ore si riunirà la conferenza dei capigruppo per programare le nuove sedute del consiglio. La prossima è già fissata per il 25 luglio. I fedelissimi del sindaco daranno battaglia per rimandare l’appuntamento. Anche perchè, qualcuno ironizza, si tratta di una data già nota nella storia italiana per i cambi al vertice.
“Una giunta debole arriva finalmente ai titoli di coda – così il senatore del Pd Andrea Marcucci ha commentato la notizia -. Come nel capolavoro di Agata Christie di dieci piccoli indiani, alla fine ‘non ne rimase nessuno’. A Viareggio meglio un commissario, di una maggioranza che non esiste piú giá da diverso tempo”.

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