Appello per la Eurosak

PORCARI - Il parroco Don Giuseppe Andreozzi ha inviato una lettera aperta ai giudici del Tribunale di Lucca delegati per il fallimento dell'azienda chiedendo di dare, ai 58 lavoratori, una risposta "pronta e certa".

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Attualmente la Eurosak si trova sotto sequestro: in primo grado la ditta era stata dichiarata fallita, poi la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza. Per capire quale sara’ il loro futuro i lavoratori attendono la decisione della Cassazione.
“Signori Giudici – si legge nella lettera del parroco – da alcuni mesi impiegati e operai dello stabilimento Eurosak di Porcari dipendono dalle vostre decisioni per sapere se potranno conservare la loro occupazione. Non è il lavoro che è venuto a mancare: i prodotti sono sempre stati sul mercato e tutti hanno regolarmente ricevuto lo stipendio. Sull’azienda grava invece una difficile situazione finanziaria. Molti a Porcari si interrogano su questa vicenda e tante domande restano senza risposta. Perché il Tribunale d’Appello di Firenze non ha ritenuta valida la soluzione da voi adottata sul concordato preventivo appoggiato dalla maggioranza dei creditori e dalle banche? Perché non si ritiene che la messa in sicurezza del lavoro sia la garanzia più valida per corrispondere anche alle esigenze dei creditori? Perché le Istituzioni non lavorano insieme per garantire il diritto dei creditori senza ledere quello dei lavoratori? Credo che la Giustizia, per essere tale, dev’essere capita, motivata, condivisa. In questi giorni, un alto magistrato di fronte a vicende di possibile perdita di lavoro altrettanto drammatiche, ha dichiarato che fra tanti diritti che la Giustizia deve salvaguardare, quello più prezioso è il diritto alla vita. Che prospettive di vita possono esserci per creditori e lavoratori quando uno stabilimento produttivo e mal gestito, invece che risanato viene lasciato diventare ferro vecchio? Io li conosco gli operai e le operaie di Eurosak. Sono uomini e donne di cui si può solo essere fieri: persone di parola, lavoratrici e lavoratori infaticabili. L’hanno dimostrato nei mesi di esercizio provvisorio e può rendersene conto chiunque volesse incontrarli mentre nei giorni più caldi dell’anno resistono giorno e notte sotto il gazebo del loro presidio in Via Capannori.
Riuniti in cooperativa, hanno proposto un contratto di affitto degli impianti dello stabilimento per lavorare come sempre hanno fatto. Meritano fiducia: date loro una risposta positiva, pronta e certa! E’ tutta la comunità di Porcari, con loro, che non vuole sentirsi mortificata nella sua laboriosità e nelle sue speranze. Quando questa tempesta sarà passata – conclude Don Andreozzi -sarà bello riconoscersi tra coloro che hanno creduto che la Giustizia fosse strumento di un presente e di un futuro migliore, e sono stati saziati!”.

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