Lucca ricorda il sacrificio di don Aldo Mei

LUCCA - Autorità civili e religiose hanno ricordato la figura di Don Aldo Mei fucilato dai nazisti il 4 agosto 1944. Una riflessione sospesa tra il religioso e il simbolo della resistenza civile.

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Cento anni fa nel 1912 nasceva Aldo Mei, trentadue anni dopo nel 1944, il 4 agosto sarebbe stato giustiziato dai soldati nazisti nei pressi di Porta Elisa per aver nascosto un giovane ebreo nel tentativo di sottrarlo alla deportazione. Nell’anno del centenario della sua nascita, don Aldo Mei è stato ricordato con una cerimonia religiosa e civile sulla sua tomba accanto alle mura urbane a cui hanno preso parte il sindaco di Lucca, Tambellini, il presidente della Provincia, Baccelli e Ciacci, l’assessore del Comune di Capannori che dette i natali a Mei. Nel corso della mattinata è stata ricordata con vari interventi la figura del sacerdote a pieno titolo, membro di quel gruppo di persone che tra l’otto settembre 1943, fino alla liberazione furono uccise per la loro resistenza civile all’occupazione nazista. Un sacrificio civile e religioso, anche se quest’ultimo aspetto nella cerimonia forse ha prevalso sulla figura storica. Per gli ebrei Mei sarebbe stato un giusto, per i cattolici è un martire, per i laici antifascisti e costituzionalisti una medaglia d’argento al valor militare. Ma l’importante è ricordare chi perse la vita per salvare gli altri. Durante gli interventi di Tambellini e Baccelli è stato ricordato il valore di Mei e del suo sacrificio su “modello di quello di cristo”, come ha ricordato il sindaco di Lucca, nel contesto di quel percorso di resistenza che portò alla liberazione.

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