Primo sciopero dei lavoratori Wepa

PORCARI - Sabato scorso si è fermata per otto ore la cartiera di Fosso Ralletta, primo atto del pacchetto di sciopero indetto dai sindacati contro il piano di ristrutturazione del gruppo tedesco.

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Un progetto che si risolverebbe nello smantellamento della produzione del tissue in provincia di Lucca. La proprietà ha infatti intenzione di vendere le due cartiere in Garfagnana e Media Valle, a Piano della Rocca e Fabbriche di Vallico; trasferire in Germania le linee produttive dello stabilimento capannorese di Salanetti e, nel 2013, cedere gli impianti di Cassino, nel Lazio.
Una manovra di disimpegno dall’Italia che cancella il piano industriale siglato a novembre con i sindacati e che, in termini di forza lavoro, costa qualcosa come 600 posti a rischio, 450 dei quali sul territorio lucchese e 77 di questi nell’immediato.
Per Cgil e Cisl è inqualificabile il comportamento del gruppo Wepa e il nuovo progetto della famiglia tedesca solo una nuda operazione finanziaria senza sviluppo. Per questo lo sciopero a Porcari è solo il primo atto della protesta di sindacati e lavoratori: lo stato di agitazione persiste, come hanno ribadito le Rsu aziendali, annunciando che presto altri dipendenti Wepa torneranno ad incrociare le braccia.

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