Tracce di idrocarburi alle ex Officine Lazzi

LUCCA - Lo denuncia il consigliere comunale Celestino Marchini con un interrogazione al sindaco. Le sostanze inquinanti sarebbero presenti in concentrazioni centinaia di volte superiori al consentito.

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Il piano attuativo per il recupero della volumetrie delle ex Officine Lazzi è fermo da tre anni, il permesso edilizio fu rilasciato dall’amministrazione Favilla nel 2009. A causare lo stop dell’intervento edilizio, dopo la demolizione del vecchio fabbricato, sono i livelli di inquinamento da idrocarburi e trielina del terreno su cui poggiava l’immobile. A dichiarare questo è il consigliere comunale della lista “Lucca Civica”, Celestino Marchini, in un’interpellanza in consiglio comunale. Marchini nel documento, con il quale chiede informazioni sulla situazione ambientale al sindaco Tambellini e all’assessore all’ambiente, spiega anche che i livelli di inquinamento da idrocarburi, nel terreno sarebbe risultati centiania di volte superiori al consentito e ancora più grave sarebbe la situazione per quanto riguarda la presenza di trielina. Quest’ultimo composto, appartenente ai solventi organoalogenati, sarebbe addirittura superiore al cosentito di migliaia di volte. Sempre nell’interpellanza di Marchini si legge che questi composti sono potenzialmente pericolosi per la falda idrica. Una situazione di inquinamento particolarmente grave che avrebbe anche bloccato l’intervento edilizio, richiedendo ingenti costi per la bonifica del terreno. Infine nel documento Marchini chiede all’amminstriazione comunale se Arpat, la Provincia e lo stesso comune sono al corrente della situazione e cosa si intenda fare per risolverla.

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