Agnes Heller incanta Lucca

LUCCA - Tante gente e molti apprezzamenti ieri pomeriggio alla Fondazione Banca del Monte di Lucca per la presenza della filosofa ungherese Agnes Heller.

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Responsabilità, bontà e verità per lo sviluppo di una cittadinanza attiva. Tre concetti fondamentali, e in profonda controtendenza rispetto alla nostra epoca, sui quali si fonda il pensiero di Ágnes Heller, grande filosofa ungherese e uno dei più autorevoli interpreti della contemporaneità, che mercoledì, in un incontro organizzato dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dal FAP (Fondo Documentazione Arturo Paoli) ha presentato “I miei occhi hanno visto”, il libro sulla sua vita e il suo pensiero, curato da Francesco Comina e Luca Bizzarri (edizioni Il Margine). Di fronte a un auditorium gremito e attento, dopo i saluti del presidente della Fondazione BML Alberto Del Carlo, la Heller ha raccontato la sua straordinaria avventura di vita e di pensiero attraverso il secolo dei totalitarismi e delle utopie, dai drammi della Shoah, ai rapporti con il grande Lukács e con il comunismo, l’esilio dalla sua Ungheria, il viaggio in Italia e l’amore per il nostro Paese, la nascita delle idee radicali sulla “teoria dei bisogni”. Una vera filosofa della vita, la Heller, che della vita invita a vivere ogni istante: “Un filosofo ‒ ha detto ‒ è un uomo che mangia, che respira e che contempla le cose”. Sull’amore per la vita e sul dovere di valorizzare la nostra esistenza si è espresso, a conclusione dell’incontro, anche Fratel Arturo Paoli: “Non siamo piante, o animali: siamo esseri pensanti e responsabili ed è proprio questo senso di responsabilità che deve accompagnarci fino al nostro ultimo respiro”.

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