“Caccia” mediatica ai falsi ciechi

LUCCA - L’Unione italiana ciechi e ipovedenti del capoluogo ha promosso un convegno a Palazzo Ducale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla realtà di questa patologia.

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Giustissimo individuare e sanzionare duramente chi bara sulle disabilità, è stato detto; ma è necessario agire con competenza e correttezza, ed evitare giudizi frettolosi Il cieco, dal punto di vista clinico e legale, non è solo chi non vede più. Ci sono differenti gradazioni della patologia e grandi capacità di adattamento: un cieco può anche andare a fare una passeggiata fuori casa e dare indicazioni stradali.
Questo non significa essere un falso cieco. Però in molti casi si scatena la caccia mediatica al presunto truffatore: ci sono stati non vedenti che hanno rischiato di perdere i propri diritti per questo, hanno fatto ricorso ed hanno vinto, ma intanto sono stati messi alla gogna per mesi, ha spiegato il vice presidente dell’unione cechi di Lucca, Massimo Diodati. Mentre il vero problema, anche in questo campo, è il taglio progressivo dell’assistenza, che non viene sostituito dai servizi erogati sul territorio.

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