L’economia lucchese…tra vent’anni

LUCCA - Le trasformazione del territorio e dell’economia lucchese tra vent’anni. Questi gli interrogativi dell’incontro organizzato alla Camera di Commercio, dal titolo ‘Lucca, non più, non ancora; metamorfosi di un territorio’.

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L’ente camerale ha commissionato questo tipo di studio al consorzio Aaster di Milano, per animare il dibattito sulle future prospettive di sviluppo, nella consapevolezza che, dopo una crisi strutturale, è inutile continuare a guardare ai vecchi parametri di crescita. Bisogna trovarne di nuovi. Il direttore del Consorzio Aster, Aldo Bonomi, ha indicato come una delle chiavi di volta, la capacità della pubblica amministrazione, degli imprenditori e delle parti sociali di tenere caldi contemporaneamente tre assi geografici di sviluppo. Quello che da Massa Carrara e Modena si rivolge al nord, quello che da Pistoia e Prato guarda al centro Italia e quello Tirrenico, che passa da Pisa e dal mare. C’è stato spazio anche per le curiosità in cifre.Tra vent’anni, nel 2032, la provicnia di Lucca avra 24mila abitanti in più di oggi. Il 16% della popolazione sarà straniera, il 10% avrà oltre 80 anni. E se si continuerà a costruire sui ritmi degli ultimi anni, ci saranno 17mila abitazioni in più.

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